Stampato dalle Poste italiane a 60 anni dalla morte. Un precedente già nel 2002.

di Danilo BOGONI

Don Gnocchi francobollo poste

Ricordato quattordici anni fa nel centenario della nascita, l’immagine di don Carlo Gnocchi, il “papà dei mutilatini” è tornata ad essere diffusa in formato francobollo nel sessantesimo della morte.

«È impossibile per noi ambrosiani e per tutta la cattolicità – ha sottolineato il cardinale Angelo Scola – non vedere nella santità di don Gnocchi un punto di riferimento stabile, costitutivo per la nostra fede e una vita che in termini significativi ha marcato, nella sua capacità di offerta e di amore, tutta la Chiesa universale».

Stampato in ottocentomila esemplari il francobollo che presenta un valore da 95 centesimi (lettera interna) raffigura il “ritratto di don Carlo Gnocchi, educatore e sacerdote italiano che dedicò la sua vita all’assistenza delle piccole vittime della guerra”.

«Sogno, dopo la guerra, di potermi dedicare a un’opera di carità, quale che sia, o meglio quale Dio me la vorrà indicare», confidava don Gnocchi in una lettera scritta nei giorni tragici della ritirata di Russia (inverno 1942-43), vissuta come cappellano militare degli alpini. 

Dalla drammatica esperienza della guerra, nell’impatto con le atrocità disumane, nel faccia a faccia quotidiano con la sofferenza e la morte, maturò la missione a cui il sacerdote dedicò l’intera esistenza, con coerenza e fedeltà: ripartire dagli ultimi, per riscattare il loro “dolore innocente” e costruire una possibile via di salvezza per ciascuno e per l’intera umanità.

A differenza del recente francobollo, che si limita al solo ritratto, quello del 2002, del costo di 41 centesimi, riesce a trasmettere, in chi lo guarda, un messaggio completo sulla personalità e sull’attività di don Gnocchi. Raffigurato con un bambino in braccio e, accanto, un mutilatino. Il bambino che il sacerdote tiene amorevolmente tra le braccia ha un nome e cognome ben precisi: Marcello De Salvatore, all’epoca allievo del Centro S. Maria della pace, a Roma, invalido costretto a muoversi con le stampelle.

Disegnata da Rita Fantini, grafica del Centro filatelico attivo all’interno dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, l’immagine del francobollo di quattordici anni fa è completata da uno dei tanti alpini che ebbero in don Gnocchi un misericordioso cappellano.

Nel giorno di emissione il francobollo è stato bollato, allo Sportello filatelico funzionante al Palazzo della regione e presso il Santuario di via Alfonso Capecelatro, con uno speciale annullo. 

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