Un concerto per il quarto centenario del grande polifonista spagnolo, in programma domenica 18 dicembre nella chiesa di San Marco a Milano (ore 15.30, ingresso libero), col quale il complesso vocale Syntagma concluderà la sua stagione musicale.

di Giovanni GUZZI

Syntagma Corale

Un quattrocentesimo anniversario non è ricorrenza trascurabile ed il polifonista spagnolo Tomàs Luis De Victoria (1548-1611) non è propriamente una personalità secondaria nel panorama della secolare tradizione della musica occidentale! Ciononostante le istituzioni pubbliche non risulta abbiano fatto granché per cogliere questa opportunità proponendo un’offerta culturale che potesse celebrarla adeguatamente.

Pone rimedio a questa manchevolezza un’iniziativa del milanese Complesso Vocale Syntagma (www.complessovocalesyntagma.it) che propone al pubblico più attento a iniziative musicali di alto valore culturale un concerto omaggio a De Victoria, in programma domenica 18 dicembre nella chiesa di San Marco a Milano (ore 15.30, ingresso libero), col quale concluderà la sua XXII stagione musicale.

L’iniziativa è meritevole di plauso in quanto questo musicista può essere considerato a buon diritto il maggior polifonista rinascimentale di Spagna ed uno dei più grandi del suo tempo; avvicinabile a Palestrina e al fiammingo Orlando di Lasso, benché la sua produzione, esclusivamente sacra, non sia quantitativamente sterminata!

Tipico rappresentante della controriforma, spirito mistico (fu amico di san Filippo Neri) e isolato dal mondo, musicalmente si formò essenzialmente nell’ambito romano attraverso la mediazione fiamminga. Grande importanza ebbero infatti per lui gli studi al Collegium Germanicum in Roma dove fu forse allievo di Palestrina, i cui figli ebbe come compagni. Saldamente poste le proprie radici nella scuola romana, trovò successivamente una strada compositiva autonoma.

Si attenne sempre scrupolosamente alla polifonia, nonostante i suoi profondi legami con le innovazioni della Controriforma che voleva una musica semplice e di chiara intelligibilità, ma non sono rari suoi passi in cui la polifonia adombra la monodia e l’armonizzazione rivela un cosciente utilizzo del testo ai fini espressivi musicali.

La sua biografia lo vede ordinato sacerdote dopo alcuni anni di servizio a Roma come organista, nelle due chiese spagnole di S. Maria di Montserrat e S. Giacomo, poi a Madrid dove fu al servizio dell’Imperatrice Maria, figlia di Carlo V, che si ritirò in convento e per i cui funerali De Victoria compose, nel 1603, l’Ufficio dei defunti a 6 voci.

Il concerto, organizzato in collaborazione con l’Unione società corali della provincia di Milano e della Lombardia, sinora spicca a Milano per l’unicità della proposta e si inserisce in un Progetto che ha coinvolto altri cori, in altre province, nell’esecuzione di composizioni corali di De Victoria.

Con il Syntagma a Milano si esibiranno i cori Tomàs Luis de Victoria di Milano, L’Estro Armonico di Magnago e Valle del Seprio di Castronno, tutti specializzati nell’esecuzione del repertorio di questo compositore e di autori coevi dei quali presenteranno musiche particolarmente significative ma raramente eseguite.

Dal mottetto O magnum mysterium, fra le composizioni di De Victoria che gli hanno assicurato fama perenne, alla Missa pro victoria a 9 voci per doppio coro, al Magnificat primi toni a 8 voci in due cori e organo, a brani brani sacri per l’Annunciazione, il Natale, la Domenica delle Palme, la Pasqua ai quali saranno affiancati il Magnificat di Gian Giacomo Gastoldi e vilancicos di autore spagnolo anonimo.

Un repertorio desueto nei programmi di sala, si diceva, sia per la difficoltà nell’esecuzione, sia perché non si presta a logiche “commerciali” di “spettacolarizzazione” della cultura che, purtroppo, al giorno d’oggi sono prevalenti. Un repertorio che oltre all’interesse prettamente artistico annovera anche qualche curiosità, come nel caso del Magnificat (De Victoria ne scrisse 18 a voci variabili da 8 a 12) che, costituito di 12 versetti, perché se ne potesse accelerare l’esecuzione durante le celebrazioni (va ricordato che questa musica era destinata al servizio liturgico) era d’abitudine cantato in stile polifonico per i versetti pari e in gregoriano per quelli dispari (o viceversa a seconda dei brani).

Al Syntagma, che prende il nome dal seicentesco trattato teorico Syntagma Musicum di Michael Praetorius, va inoltre riconosciuto il merito di non essere nuovo a simili iniziative. Svolge infatti una intensa attività di promozione culturale musicale, organizzando concerti nelle più importanti Basiliche storiche e chiese di Milano, per la quale è stato fra l’altro insignito di riconoscimenti del Comune di Milano come l’Ambrogino d’Oro nel 1980 e la Cittadinanza Benemerita nel 1983.

Fra i più recenti è d’obbligo menzionare lo splendido concerto che ha visto l’Ensemble Arione interpretare magistralmente composizioni per doppio coro a 8 voci e basso continuo del veneziano Giovanni Gabrieli e lo Stabat Mater di Domenico Scarlatti per doppio coro a 10 voci e b.c. emblematicamente eseguiti nella chiesa di Santa Maria Incoronata dalla caratteristica “doppia” facciata. Un ricco antipasto che già fa pregustare il prossimo appuntamento!

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