Viaggio della rivista di strada alla scoperta di uno strumento di espressione, ma anche di riscatto, tra educazione e riabilitazione.

cover 229 Cropped

Nonostante il calo di entrate al botteghino, il teatro continua a essere uno dei protagonisti della scena culturale del nostro Paese. Esistono teatri nati in carcere, in comunità protette, in centri antiviolenza, ma anche in quartieri disagiati e in strada. Esperienze pensate per dare occasioni di visibilità e riscatto a persone in difficoltà. Con risultati eccezionali. Se ne parla sul numero di marzo (229) di Scarp de’ tenis, in distribuzione a partire da sabato 2.

Un furgone di libri che dona emozioni

Filippo lavorava come consulente per aziende di arredamento. La crisi lo ha lasciato senza lavoro. Ma lui non si è perso d’animo e con il suo furgone/libreria propone una scelta di libri che trovi solo da lui: piccoli editori indipendenti, fumetti e storie per bambini.

Ezio Mauro: «La democrazia non può tollerare l’esclusione»

L’ex direttore di Repubblica parla del suo ultimo libro. «L’uomo bianco non è un punto di arrivo, ma di partenza. Ritornare a far valere le differenze significa tornare prigionieri degli incubi della pelle, del sangue, della razza».

Homeless, cure inutili senza alloggi protetti

Chi si occupa dei senza tetto quando si ammalano? Chi si prende cura di loro una volta dimessi dall’ospedale? Il privato sociale ci tenta, ma non basta.

Le rubriche

Scarp ospita il contributo di qualificati editorialisti. Piero Colaprico ci racconta delle periferie cantate da rapper che lì sono nati. Paolo Lambruschi si chiede come sia possibile che le persone muoiano di freddo nel 2019. Giangiacomo Schiavi ci racconta la storia di Mahmood, vincitore del Festival di Sanremo, che canta le tribolazioni dei ragazzi di periferia.

Cinque sorelle, riso e tecnologia

Da poco più di un anno, le sorelle Tovo si sono messe in testa di produrre il miglior riso Carnaroli di sempre, rivoluzionando i metodi di produzione e senza utilizzare pesticidi o processi di sintesi.

Giulio, salvato dal carcere e dal lavoro giusto

La vita tormentata di un ragazzo border line è cambiata grazie agli psicologi, agli educatori del carcere e a una coop. Oggi ha trovato l’equilibrio. E ha una busta paga “legale”.

Ti potrebbero interessare anche:

Questo sito fa uso dei cookie soltanto per facilitare la navigazione Maggiori Informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi