Nella puntata in onda alle 00.30, tra l’altro, papa Francesco tra cielo e terra, raccontato dal direttore de “La Civiltà Cattolica” padre Antonio Spadaro, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa e la “Lettera nella tempesta” firmata da teologi, storici ed esponenti della Chiesa

Padre Antonio Spadaro
Padre Antonio Spadaro

Da Rio de Janeiro, con il Cristo Redentore, mostrato al mondo in camice bianco, a Napoli, con la tomba del medico Santo Giuseppe Moscati che, in questi giorni di pandemia, nella Basilica del Gesù Nuovo, è oggetto di devozione popolare. Torna, con Rai Vaticano, “Viaggio nella Chiesa di Francesco” il programma di Massimo Milone e Nicola Vicenti, in onda su Rai Uno, domenica 26 aprile, ore 00.30 (replica su Rai Storia domenica 3 maggio ore 12.30 e per l’estero su Rai Italia), ricordando le parole di papa Francesco che, sulla tomba di Moscati, nel 2015 disse: «Si può avvicinare una malattia solo in spirito di fede. Possiamo avvicinarci bene a un uomo, a una donna, a un bambino, a una bambina ammalati solo se guardiamo il Cristo Crocifisso».

Nella puntata Nicola Vicenti chiede al direttore de La Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, come sia cambiata, con la quotidiana, solitaria, catechesi del Papa, in tv e in rete, per milioni di persone, l’informazione religiosa. Dice Spadaro: «Papa Francesco ha capito che per parlare a tutti deve affrontare il vuoto pubblicamente. Stiamo assistendo a un desiderio, a un bisogno, a una profonda nostalgia dei sacramenti e delle liturgie, una dimensione comunitaria della fede. È un tempo che chiaramente deve essere assolutamente limitato, ma c’è questo bisogno che emerge ed allora, anche se il sacramento non si può vivere, c’è una dimensione che possiamo definire di devozione. Non ci sono sacramenti in rete, ma allo stesso tempo c’è una vita di fede che viene condivisa in rete».

E sul web si moltiplica l’impegno della Rete Mondiale di Preghiera del Papa, come racconta Elisabetta Castana, presente ormai in cento Paesi del mondo. L’ultimo video, in una giornata, ha avuto un milione e mezzo di visualizzazioni. E l’App “Clik to pray” lancia l’iniziativa del “Cammino del Cuore”. «Una sorta di kit di sopravvivenza spirituale – spiega il coordinatore padre Frederic Fornos – che veniva utilizzato da due milioni e quattrocentomila persone. Con la pandemia gli utenti sono più che raddoppiati».

“Viaggio nella Chiesa di Francesco” fa poi il punto sull’impegno caritativo e pastorale del Vicariato di Roma, la diocesi del Papa, che ha visto il cardinale Vicario Angelo De Donatis affrontare personalmente e superare positivamente il coronavirus. A febbraio il Vicario aveva chiamato a raccolta le equipes pastorali – ricorda Costanza Miriano – «chiedendo loro di farsi vicine ai poveri». E la pastorale della vicinanza, in queste settimane, si è potenziata anche grazie alla Caritas di Roma. Con Rai Vaticano un giorno a Sacrofano, in una “Domus fraterna”, aperta ai senzatetto.

Una “Lettera nella tempesta” giunge poi da Napoli, con gesuiti, teologi, vescovi, medici, storici, volontari che afferiscono alla Pontificia Facoltà di Teologia dell’Italia Meridionale. La lettera contiene una denuncia e una proposta, come racconta, intervistato da Guido Pocobelli Ragosta, il Decano padre Pino Di Luccio, uno dei promotori della Lettera: «La spesa militare in Italia ha continuato a crescere in modo esponenziale mentre il Servizio Sanitario Nazionale era sottoposto a continui tagli. Si può fermare l’emergenza sociale attingendo a quei fondi. La lettera è rivolta anche a tutte le Chiese e comunità di fede che potrebbero destinare parte dell’8 per mille all’emergenza».

E ancora, nella puntata riflettori sulla Siria, dieci anni di guerra, mezzo milione di morti, che, per la pandemia, ha registrato il cessate il fuoco. Dal Papa, con la Congregazione delle Chiese Orientali, l’invio di 10 ventilatori polmonari. Serviranno per affrontare la crisi sanitaria che vede oltre il 50 % degli ospedali chiusi. Intervistato da Stefano Girotti parla il Nunzio apostolico in Siria, il cardinale Mario Zenari: «Preghiamo Dio perché l’epidemia non dilaghi. Già stiamo assistendo come Chiesa, in collaborazione con AVSI, 34 mila malati, poveri e bisognosi. Corriamo il rischio di una ulteriore tragedia per quella che il Papa ha definito ‘la coltre del silenzio’. Quella di un popolo che vive nella miseria e che rischia di morire dimenticato nell’indifferenza».

Per chiudere, il programma, alla vigilia del mese di maggio, dedicato tradizionalmente dalla Chiesa cattolica alla Vergine Maria, registra, con Martha Michelini, una riflessione di artisti profondamente coinvolti dalle preghiere di Papa Francesco alla Vergine. Un costante omaggio alla donna e madre. Un invito a quella “rivoluzione della tenerezza” che Papa Francesco aveva chiesto, nel suo discorso all’inizio del 2020. Poi la pandemia e l’affidamento del mondo alla Vergine con l’icona della Salus Populi Romani” diventata “rifugio spirituale” per milioni di persone.

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