Alle 24.25, dal format “L’uomo in bianco”, la storia di Giovanni Battista Montini, sacerdote, diplomatico, vescovo, Pontefice

Paolo VI e astronauti
Paolo VI riceve in udienza gli astronauti dell'Apollo 11

Paolo VI è stato il Papa dei primati. Pontefice del Concilio, dei primi viaggi internazionali, del dialogo della Chiesa con la società contemporanea. Domenica 14 giugno, alle 24.25, va in onda su Rai 1 il reportage dal titolo “Paolo VI, il Papa della modernità” di Nicola Vicenti.

Intellettuale con la passione per l’uomo, ha aperto sentieri nuovi che poi sono stati percorsi dai suoi successori. Pontefice a volte criticato, ormai tanto ammirato e da tutti riconosciuto grande guida spirituale della Chiesa contemporanea. Oggi è santo. Questo reportage lascia emergere il profilo umano di Montini attraverso i suoi scritti. Lettere, riflessioni, pagine segrete, che a migliaia e in tutta la sua vita Paolo VI ha scritto a famigliari, amici, intellettuali e artisti. Nei ricordi di Fausto Montini, suo nipote, Paolo VI sentiva la missione a cui era stato chiamato sin da bambino verso la santità: «Per noi bambini, nipoti, era lo zio che non dovevamo disturbare perché lui studiava e si preparava a diventare sacerdote. Quando è diventato Papa, mio padre, suo fratello, ha detto che è veramente opera della Spirito Santo».

Dialogo, amicizia, preghiera, sono i suoi punti fermi. E incontro con tutti. «La sua vita è strettamente legata da una consapevolezza – dice don Angelo Maffeis, Presidente dell’Istituto Paolo VI di Brescia -, che c’è una identità cattolica da manifestare, da far fruttare all’interno delle realtà sociale. La fede, pertanto, non può essere rinchiusa in uno spazio privato, ma deve essere una testimonianza pubblica».

Il programma “L’uomo in bianco” è firmato da Massimo Milone, Carlotta Bernabei, Stefano Girotti, Martha Michelini e Nicola Vicenti. Coordinamento per Rai Vaticano Daniela Molinaro, produttore esecutivo Francesco Puglielli, ricerche Alessandra Cerone e Dario Saletti, musiche di Paolo Vivaldi. Regia di Carlotta Bernabei.

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