Un importante pezzo di storia ecclesiale ambrosiana, tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, raccontato dalla viva voce di un protagonista, lo storico Giorgio Vecchio, sull’onda dei ricordi: da Lazzati a Monaco, da don Moreschini al cardinal Tettamanzi.

di Silvio MENGOTTO

Giorgio Vecchio In dialogo Azione Cattolica Milano

Il nuovo libro di Giorgio Vecchio, Quelle sere in via Sant’Antonio.Storie dell’Azione Cattolica milanese dopo il Concilio (Edizioni In dialogo), riassume un importante pezzo di storia ecclesiale «ambrosiana», fra gli anni Sessanta e Ottanta, raccontato dalla viva voce di un protagonista. «Non si tratta di una storia organica dell’Azione Cattolica nell’arcidiocesi di Milano – precisa l’autore -. A me interessa ricordare le vicende e le persone che ho direttamente conosciuto, seguendo il filo del ricordo e solo di tanto in tanto appoggiandomi alle carte d’archivio».

Giorgio Vecchio è riuscito ad «indossare contemporaneamente i panni del protagonista e dello studioso, dando vita a un affresco palpitante». Sono molte le storie raccontate e tante le persone ricordate dall’autore. Ne risulta un racconto personale e corale. «Una felice anomalia» in quanto ci offre «uno sguardo retrospettivo su un periodo che troppo sbrigativamente è stato catalogato come di minore incidenza nella parabola complessiva della storia dell’Azione Cattolica. In quest’ottica, le rievocazione “a caldo” dei passaggi in cui l’autore è stato coinvolto non restituisce una vicenda riletta dalle “retrovie”, quanto un affresco vivo che si addentra dalla “prima linea” su un terreno ricco di fermenti che hanno contribuito, appunto, a “fare” la storia dell’Azione Cattolica, ma anche della Chiesa e del Paese», come scrive Paolo Trionfini nella prefazione al volume, storico ed ex allievo di Vecchio stesso.

Una storia del protagonismo laicale che si lega, si intreccia, sia con la vita della comunità ecclesiale, sia con quella civile. «L’autore – continua Trionfini -, recuperando il proprio passato in una logica volutamente non autoreferenziale, è stato indotto a portare a galla una trama ben più fitta di esperienze che hanno visto coinvolta un’intera generazione».

Gli anni di impegno dell’autore nell’associazione ambrosiana; «sono tutti importanti, perché ci ricordano di quanta gente si sa servire il Signore e perché ci dicono che la storia che si studia (o che si dovrebbe studiare…) sui libri è fatta da una molteplicità di vicende, di passioni, di sofferenze, di gioie, di amicizie».

Giuseppe Lazzati, Maria Dutto, Emilio Fermi, Rosy Bindi, Dino e Marisa Biancardi, don Gianni Moreschini, don Dionigi Tettamanzi, Gianna e Giorgio Campanini, Franco Monaco, sono alcune delle personalità con le quali l’autore ha condiviso un pezzo della storia personale e conviviale nell’Azione Cattolica.

«A pensarci bene – conclude l’autore -, anche queste diverse esperienze mi hanno confermato nella convinzione che proprio la nostra associazione è stata una straordinaria scuola. Senza voler mancare di rispetto ad altri e senza voler introdurre giudizi di parte, mi è capitato spesso di notare che, almeno tra quelle che incontravo, le persone con maggior equlibrio e con maggior senso pastorale erano proprio quelle formatesi nell’Azione Cattolica […] Ciò che mi sta a cuore è che da queste pagine emerga la ricchezza di esperienze e di conoscenze che una persona qualsiasi, come me, ha potuto fare grazie all’Azione Cattolica».

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