Un reportage tra i senza fissa dimora alle prese conl'emergenza freddo nel numero di dicembre del mensile di strada

Scarp de' tenis

Con l’arrivo della stagione invernale riaprono i centri di accoglienza spesso allestiti nell’ambito dei cosiddetti piani per l’emergenza-freddo. Nonostante l’aumento dei posti disponibili, diverse persone non usufruiscono dell’ospitalità in queste strutture. Perché la domanda rimane superiore all’offerta, oppure perché molti temono di essere derubati o di subire minacce e violenze in dormitorio; oppure vedono quei luoghi di scarsa igiene e dove è alto il rischio di contrarre malattie. E così gli homeless che restano fuori dal circuito dell’accoglienza istituzionale continuano a trascorrere le notti in strada. L’alternativa è cercarsi luoghi riparati o al caldo come stazioni, aeroporti, ospedali, autobus in servizio notturno. Esperienze di questo tipo si segnalano un po’ ovunque in Italia. Spesso si tratta di ricoveri davvero improvvisati o di sistemazioni che, pur nella precarietà, denotano una certa ingegnosità.

Dal viaggio tra questi irriducibili è stato realizzato il reportage del numero di dicembre del mensile di strada Scarp de’ tenis, in vendita la domenica fuori da alcune chiese della Diocesi e da lunedì a venerdì, in alcuni punti fissi a Milano: Cadorna, Cairoli, Scala, Duomo, Curia, San Babila, Regione Lombardia, Darsena, stazione Centrale, piazza XXV Aprile.

 I venditori sono facilmente riconoscibili per la pettorina rossa. Sono persone senza dimora o emarginate: per loro è un’occasione di lavoro e il primo passo per recuperare la dignità. Il venditore trattiene una quota sul prezzo di copertina. Contributi e ritenute fiscali li prende in carico l’editore. Quanto resta è destinato a progetti di solidarietà.

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