Fino al 12 maggio, nei chiostri dell'ateneo del Sacro Cuore, un'esposizione dedicata al Padre della Chiesa nei luoghi della sua conversione, in occasione del seminario di teologia a cura del professor Giuseppe Bolis.

Sant'Agostino Antonello da Messina

A Milano, percorrendo via Lanzone dalla Basilica di sant’Ambrogio verso l’ingresso dell’Università Cattolica (Gnomo), ci si imbatte in una cappellina incastonata tra le case e la struttura dell’antico monastero di sant’Ambrogio. Anche chi la percorre quotidianamente non la nota. Ancor meno sa a chi è dedicata e in memoria di quale fatto.

Eppure tale luogo di culto ci viene consegnato dalla tradizione viva della città e della Chiesa di Milano come il luogo della conversione di uno degli uomini più importanti della storia: Agostino. All’epoca dei fatti (ultimo scorcio del IV° secolo) il futuro vescovo di Ippona era giunto nella città lombarda come retore dell’Imperatore, e si era imbattuto in una Milano che aveva appena vissuto un importante sviluppo urbanistico e politico: la città era infatti divenuta da pochi decenni sede dell’Imperatore e capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

A Milano Agostino avrebbe trovato l’approdo alla sua ricerca, iniziata un decennio prima con la lettura di un libro di Cicerone che lo aveva appassionato in modo unico: “le sue parole mi stimolavano, mi accendevano, m’infiammavano ad amare, a cercare, a seguire, a raggiungere, ad abbracciare vigorosamente non già l’una o l’altra setta filosofica, ma la sapienza in sé e per sé là dov’era” (Confessioni III, 4, 8).

Da quel momento in poi tutta la sua vita, gli incontri, le passioni, gli studi, le scelte – anche dolorose e coraggiose – saranno indirizzate alla ricerca della verità. E finchè non l’avrà trovata la cercherà senza scendere a compromessi. Questa inquietudine e lealtà con la propria umanità fanno di Agostino uno dei giganti dell’umanità ma soprattutto un amico per chiunque lo incontra, anche dopo 1600 anni.

Sarà occasione di questo incontro la Mostra a lui dedicata a cura del prof. Giuseppe Bolis dell’Università Cattolica e che verrà allestita all’interno del I° chiostro della medesima Università (sede di Milano) dal 2 al 12 maggio prossimo. Tale Mostra, dopo l’esordio nei padiglioni della Fiera di Rimini in occasione del Meeting per l’amicizia tra i popoli nel 2009 e le sedi importanti di Roma e Pavia (insieme a molte altre in Italia e all’estero come a Madrid in occasione della GMG 2011) approda finalmente nella città che ha visto l’accadere della sua prima conversione.

E’ a Milano infatti che Agostino finalmente conosce Colui che lo renderà felice: Cristo. E a lui dedicherà pagine memorabili come quelle delle Confessioni che riecheggeranno giovedì 10 maggio (ore 18.30) nel Giardino di santa Caterina dell’Università Cattolica, nellalettura dal vivo proprio nei luoghi in cui sono accadute, dal momento che, come diceva Possidio, primo biografo del Doctor gratiae, “Agostino è vivo nei suoi scritti e nei numerosi figli che lo hanno seguito” (Vita di Agostino 31):

Tardi ti amai, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti amai.
Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo.
Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature.
Eri con me, e non ero con te.
Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te.
Mi chiamasti, e il tuo grido sfondò la mia sordità;
balenasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità;
diffondesti la tua fragranza, e respirai e anelo verso di te,
gustai e ho fame e sete;
mi toccasti,
e arsi di desiderio della tua pace”

L’evento della lettura dal vivo si inserisce nel percorso di avvicinamento della Chiesa ambrosiana e lombarda al VII° Incontro delle Famiglie che culminerà con la visita del Santo Padre Benedetto XVI° e vuole essere un omaggio, semplice quanto grato, al Papa che tanto ama il Vescovo di Ippona e al quale i curatori della Mostra debbono molto della loro conoscenza agostiniana.

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