Una mostra antologica dedicata a uno dei protagonisti della pittura milanese del Novecento, che ha saputo cogliere l'anima del capoluogo lombardo.

Giancarlo Perelli Cippo Naviglio

L’esposizione, curata da Paolo Biscottini, direttore del Museo Diocesano, presenta 40 opere, realizzate tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Novanta, che ripercorrono la carriera di Giancarlo Perelli Cippo (1923-2004) attraverso le tematiche più caratteristiche della sua cifra espressiva: dai canali di Amsterdam ai cavalli in corsa nell’ippodromo di San Siro, dalle nature morte di fiori ai paesaggi rivieraschi del lago di Como o del Garda, agli squarci più caratteristici della sua Milano.

Proprio Milano è stata il soggetto più frequentato e più amato da Perelli Cippo (Milano, 1923-2004). Come ebbe modo di scrivere Gianni Brera nel 1990, «Milano moderna non ostenta bellezze fasulle. È forse più buona che bella. E il pittoresco se lo conserva in pudiche visioni ormai desuete. Commuove ancora svelarle; emoziona soprattutto il modo in cui te le rivela un artista. Gian Carlo Perelli Cippo, milanese ad oltranza, non teme bieche contaminazioni. I personaggi tipici di ieri sfilano con lui. Le apparizioni caratteristiche sono visibilmente abbellite dal suo vigore tecnico. Capisci che quella Milano era povera e se non la disprezzi è solo perché le vuoi bene. Non è superbo ammetterlo, è buon senso».

Dal canto suo, Paolo Biscottini ricorda che «Perelli Cippo racconta della città, del paesaggio, della figura. Le sue radici affondano certamente nella figuratività lombarda fra la fine dell’Ottocento e tutta quella parte del Novecento che si fece carico, non solo in pittura, di una  mediazione linguistica internazionale, al di fuori delle avanguardie e poi di ogni nozione concettuale dell’arte».

Giancarlo Perelli Cippo è nato a Milano il 20 febbraio del 1923. Sin da giovanissimo ha dato prova di un’innata sensibilità e predisposizione verso il colore ed il disegno. È stato avviato alla pittura da Gino Moro e Arturo Checchi, suoi insegnanti al Liceo Artistico di Brera, ed ha poi proseguito all’Accademia sotto la guida di Marussig, Ballo e Bolgiani. Su una base classica, mediante una personale ricerca, ha portato la sua pittura ad una intensa espressività riuscendo a cogliere con felice sintesi cromatica una singolare visione figurale. Ancor giovane ha ricevuto i primi inviti alle Biennali d’Arte Sacra dell’Angelicum, nel 1963, e a diverse edizioni della Quadriennale di Roma. La sua carriera espositiva ha avuto inizio nei primi anni Cinquanta, con una serie di personali allestite alla Galleria Salvetti di Milano. Da subito inserito nell’ambiente culturale milanese, Perelli Cippo ha mantenuto vivi i contatti con la cerchia dei pittori figurativi suoi contemporanei, alcuni amici cari, che non nascondevano stupore e ammirazione di fronte ai suoi dipinti. Ha ottenuto premi e riconoscimenti in numerosi concorsi di pittura a Brescia, Bergamo, Torino, nel 1953 il Premio “Paesaggio della Lomellina”, nel 1977 il “Premio Burano”. Il percorso espositivo è proseguito in maniera particolarmente attiva nel corso della seconda metà del Novecento, in particolare negli anni Settanta è nata la feconda collaborazione con la Galleria Ponte Rosso di Milano.

Negli anni della sua maturità artistica Perelli Cippo ha viaggiato molto in Italia e all’estero, affascinato al contempo dagli angoli più remoti della Sila o della Sardegna che dai vicoli carichi di storia pittorica di Montmartre. I luminescenti canali di Amsterdam, in particolare, hanno catturato la sua attenzione ed affascinano la sua sensibilità. Nella città olandese ha conosciuto una giovane donna, sua futura moglie. I frequenti viaggi in Europa sono stati però sempre intervallati da producenti soste nella sua amata città: Milano, dove ha vissuto e lavorato per molti anni in piazza XXIV Maggio, in una casa sita nel cuore popolare della vecchia città, con una vista che domina la darsena di Porta Ticinese. I luoghi frequentati e amati dall’artista sono divenuti parte del suo corredo creativo: Milano, con la darsena, i navigli, San Siro e i cavalli in corsa; Venezia con la sua laguna e le isole poetiche di Burano e Torcello; il paesaggio toscano, i paesi rivieraschi del lago di Como e del Garda, le sponde dei fiumi della pianura lombarda; le magistrali vedute di Amsterdam con i suoi canali. Giancarlo Perelli Cippo è morto a Milano nel 2004.

GIANCARLO PERELLI CIPPO
Milano, Museo Diocesano (Corso di Porta Ticinese, 95)
17 aprile – 27 maggio 2012
Orari
: dal martedì alla domenica, 10-18, lunedì chiuso.
Ingresso alla mostra e al Museo: intero: 8 Euro; ridotto 5 Euro;
Inaugurazione: lunedì 16 aprile, ore 18.00
Per informazioni:

tel. 02.89420019; info.biglietteria@museodiocesano.it
www.museodiocesano.it

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