Presso la chiesa parrocchiale di San Nicolao della Flue per tutto il mese di maggio è esposta un'opera dell'artista milanese, "rivisitazione" contemporanea dell'iconografia e della devozione mariane.

Presso la chiesa parrocchiale di San Nicolao della Flue a Milano per tutto il mese di maggio è esposta l’opera Preghiera di Nadia Nespoli: è un dipinto legato al culto di Maria, madre di Gesù.

In questo lavoro, il legame tra donna e mistica è ripreso nella contemporaneità della forma. Colori leggeri e sfumati, striature cromatiche e materiche danno movimento e fluidità a qualcosa che di per sé sarebbe immobile e resistente. L’azzurro e il bianco richiamano l’iconografia tradizionale legata al culto mariano, sublimata nella cancellazione delle figure. Il dipinto è stato realizzato con un lavoro lungo e meticoloso, legato alla concentrazione e alla preghiera, alla riflessione e alla meditazione. Il fondo è realizzato a gocciolature di acrilico, usate poi in modo orizzontale, mentre il lavoro “figurativo” visibile in superficie è a pastelli a olio tirati con la trementina.

In Preghiera, Nadia Nespoli cerca di creare relazione tra la devozione popolare e l’immagine, e lo fa pensando a uno spazio sacro come la chiesa di San Nicolao della Flue (via Dalmazia, 11), a chi in questo spazio cerca un sostegno nella preghiera e anche a coloro che non frequentano la chiesa, ma che nutrono un sentimento religioso e sentono il bisogno di entrarci.

Come scrive Tomáš Špidlík in Teologia dell’iconografia mariana, «è il popolo in preghiera che santifica le immagini, che le rende ‘miracolose’. Pregare è necessario per il pittore che dipinge l’immagine, pregare è anche richiesto dai fedeli davanti all’icona, pregare infine è indispensabile per tutta la Chiesa. La forza di questa preghiera fa sì che la tavola di legno dipinto [divenga], come scrive L. Kireevski, un ‘organo vivo’, un ‘luogo d’incontro’ fra Dio e gli uomini. La forza ‘miracolosa’ delle immagini sacre dipende dall’intensità di questi incontri».

Nadia Nespoli nasce a Milano, dove vive e lavora. Frequenta la Civica Scuola di Pittura di Milano e si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha all’attivo numerose mostre e installazioni, tra cui le più recenti Azzurro Contemporaneo, realizzata in collaborazione con la Diocesi di Milano (2019) e Immaginario_20, ospitata dal Parco Nord Milano (2020). Nel 2019-2020 è finalista del Premio Paolo VI per l’arte contemporanea. In parallelo alla ricerca artistica personale, Nadia idea e conduce corsi di pittura e laboratori creativi. Nel 2012 fonda il Laboratorio Artemisia presso la Casa di reclusione di Milano -Bollate, curando esposizioni collettive. Tutta la sua opera è imperniata tra segno pittorico e cancellazione dell’immagine. Il motivo conduttore è infatti frammentare, coprire, cancellare l’immagine per ricomporla completamente diversa.

La chiesa di San Nicolao della Flue (1965-1969) fa parte di un piano di 123 chiese parrocchiali voluto dal card. Giovan Battista Montini a ricordo del Concilio Vaticano II. Elemento fondamentale del progetto architettonico di Ignazio Gardella (1905-1999), dalla forma inconsueta, è la copertura a vela, che caratterizza tanto gli interni quanto gli esterni. La chiesa conserva opere di Vincenzo Gasperetti, Pino Grioni, Costantino Ruggeri e Lello Scorzelli. Gardella fu ingegnere architetto di fama internazionale, e a lui si deve il progetto di molti edifici a Milano e dintorni, tra cui il Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC) di Via Palestro

Scheda dell’opera a cura di Margherita Zanoletti

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