Nella Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore a Milano in scena il monologo ispirato alla vicenda del Vescovo di Orano e del suo amico musulmano assassinati dai terroristi algerini. Saluto dell’Arcivescovo. Iscrizioni entro il 17 settembre

Pierre e Mohamed
©CarloBrivioEMI

Amicizia, martirio e dialogo tra islam e cristianesimo si fondono in una storia conclusasi tragicamente, ma non senza dare frutti. Dopo 1400 repliche in diversi Paesi arriva anche in Italia lo spettacolo che ha commosso Parigi e la Francia: il monologo Pierre e Mohamed, ispirato alla vicenda di monsignor Pierre Claverie, il vescovo cattolico di Orano beatificato da papa Francesco, e del suo amico musulmano Mohamed Bouchikhi, assassinati in Algeria l’1 agosto 1996, durante il periodo del terrorismo che colpì anche i monaci di Tibhirine.

Scritto dal teologo e islamologo domenicano Adrien Candiard, diretto da Francesco Agnello (che ha curato anche le musiche), interpretato da Lorenzo Bassotto, prodotto e distribuito da edizioni Emi e Aircac, su iniziativa del Servizio diocesano per il Coordinamento dei Centri culturali cattolici e dell’Acec Milano andrà in scena venerdì 20 settembre, alle 21, nella Basilica dei Santi Apostoli e Nazaro Maggiore a Milano (piazza San Nazaro 5). Porterà il suo saluto l’Arcivescovo, monsignor Mario Delpini.

Spiega don Gianluca Bernardini, responsabile del Coordinamento: «A seguito del Sinodo minore “Chiesa dalle genti”, per proseguire il dialogo con le differenti presenze che abitano i nostri territori abbiamo pensato di proporre questo spettacolo che provoca la nostra coscienza non solo umana, ma anche quella credente, che cerca di incarnare il Vangelo dentro la realtà che si vive. Sperando che Pierre e Mohamed possa aiutarci a riflettere per costruire ponti e non barriere».

Il monologo alterna le voci dei due protagonisti. L’uno spiega il perché del legame di amicizia con l’altro. La particolarità del testo consiste nel fatto che le parole di monsignor Claverie sono autentiche, perché tratte dai suoi numerosi scritti, mentre quelle di Mohamed sono frutto della libera interpretazione letteraria di Candiard. Dal debutto nel 2011 al Festival di Avignone il monologo ha letteralmente girato il mondo: oltre che in Francia, è stato rappresentato in Algeria, Egitto, Israele, Turchia e Territori palestinesi. È stato messo in scena nelle più diverse situazioni: festival teatrali, moschee, ospedali, carceri, scuole, cattedrali…

La Emi ha pubblicato il testo nel volume Pierre e Mohamed. Algeria, due martiri dell’amicizia (88 pagine, 9.50 euro). «Il messaggio universale di amicizia e di solidarietà fra persone di fedi diverse contenuto nel testo è quello più profondo e attuale – spiega il direttore Lorenzo Fazzini -. Adrien Candiard ha scritto un monologo veramente toccante, che ha colpito migliaia di persone perché parla dell’amicizia profonda e vera tra un cristiano e un musulmano, i quali sapevano di andare incontro alla morte proprio perché amici».

A Lille (Francia), per esempio, due sorelle – una cattolica, l’altra convertitasi all’islam – non si sono parlate per anni, finché causalmente non hanno visto insieme lo spettacolo e la notte seguente sono state sveglie per raccontarsi la rispettiva scelta religiosa, riallacciando il loro rapporto. Sempre in Francia un detenuto omosessuale, dopo aver visto la pièce, ha dichiarato: «Mi augurerei che lo stesso sguardo possa essere rivolto a me». A Marsiglia gli spettatori si sono fermati sul piazzale della chiesa dove era avvenuta la rappresentazione e spontaneamente hanno creato gruppi di amicizia islamo-cristiani e di solidarietà fattiva: da quella sera credenti musulmani e cristiani realizzano insieme opere di volontariato a favore dei più poveri.

Ingresso libero su iscrizione (max 300 posti) cliccando qui entro il 17 settembre
Info: tel. 02.8556274; centri_cult@diocesi.milano.it

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