Il grande vignettista-umanista ci ha lasciato a 86 anni. Il suo umorismo e il suo segno inconfondibile ci ha accompagnato per molti anni, su libri e riviste, con disegni "leggeri" eppure capaci di far riflettere sulla vita e sui valori cristiani.

Paolo Del Vaglio

Paolo Del Vaglio ci ha lasciato, dopo 86 anni vissuti intensamente.

E già ci manca. Ci mancherà il suo sorriso da napoletano colto, anzi coltissimo. Ci mancherà il biglietto di auguri con i suoi famosissimi angioletti che ci arrivava puntualmente a Natale. Ci mancheranno le sue battute lievi, ironiche, sempre intrise di realtà. Perché Paolo era un vero intellettuale, come lo sanno essere quanti riescono a racchiudere in pochissime parole il senso profondo di un lampo di vita.

Sì, Paolo era sempre dalla parte della vita, perché la vita lui l’amava. E dalla vita era ricambiato, attraverso la moglie Bruna che era sempre al suo fianco, attraverso la stima dei colleghi, attraverso l’apprezzamento per il suo lavoro di “vignettista dei valori”.

Ma soprattutto per l’affetto dei suoi lettori, a cominciare da quelli del quotidiano dei cattolici “Avvenire”, e da quelli che si imbattevano nei suoi libri editi da San Paolo.

Ciao Paolo, ora sorridi certamente da lassù. In compagnia di quegli angeli che con il tuo lieve tocco ci hai aiutato ad amare. Salutali da parte nostra e raccomanda loro di vegliare su di noi. Magari con un sorriso…

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