Il cardinale Angelo Scola sarà in visita presso la Casa di reclusione per una Messa e l’inaugurazione della mostra filatelica dedicata all’Anno Santo della Misericordia. Questa iniziativa, promossa dall’Ufficio filatelico e numismatico della Città del Vaticano e da Poste italiane, si inserisce nel quadro del progetto chiamato «Filatelia nelle carceri».

di Danilo BOGONI

Francobollo carcere

Mercoledì 28 settembre, alle ore 16, il cardinale Angelo Scola sarà in visita presso la Casa di reclusione di Opera (via Camporgnago, 40 – Milano) per una Santa Messa e l’inaugurazione della mostra filatelica dedicata all’Anno Santo della Misericordia. Questa iniziativa, promossa dall’Ufficio filatelico e numismatico della Città del Vaticano e da Poste italiane, si inserisce nel quadro del progetto chiamato «Filatelia nelle carceri», proposto dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia (Dap), dal Ministero dello Sviluppo economico (ente che emette i francobolli italiani), da Poste italiane e da alcune organizzazioni filateliche, con lo scopo di «fornire strumenti dedicati ad ampliare le conoscenze dei detenuti in un’ottica di rieducazione e di reinserimento nella società».

 

C’è anche il Vangelo illustrato con i francobolli. Lo ha realizzato il Gruppo filatelia (Matteo Boe, Vito Baglio, Antonio Albanese, Nicola Mocerino, Diego Rosmini e Luigi di Martino) attivo nella sezione di Alta sicurezza della Casa di reclusione di Milano Opera.

All’apparenza si tratta di francobolli come tanti altri, mentre a renderli differenti, speciali anzi, è la loro provenienza. Sono stati infatti messi a disposizione da papa Francesco, che li aveva ricevuti in dono, e sono approdati ad Opera tramite l’elemosiniere pontificio, l’arcivescovo Konrad Krajewski, e il direttore dell’Ufficio filatelico e numismatico, Mauro Olivieri. Ed al Papa la collezione intitolata “Vangelo filatelico”, esposta all’interno del carcere diretto da Giacinto Siciliano, dal 28 settembre al 10 ottobre, è dedicata. “Al precetto cristiano ‘ Visitare i carcerati’ – sottolineano i componenti del Gruppo filatelico che ha realizzato la collezione – abbiamo voluto rispondere con un gesto che nello spirito cristiano e nel sublime della bellezza artistica, vuole, senza patetismo vittimistico, protendersi verso l’esterno in una feconda comunione di sentimenti”.

Contemporaneamente al taglio del nastro della mostra, viene presentato il francobollo “Visitare i carcerati” emesso dalla Città del Vaticano su illustrazione di Orietta Rossi che si è ispirata al Vangelo secondo Matteo (25,31-46).

“Qui – dice l’artista, che nella mostra presenta alcuni bozzetti preparatori   –  Gesù presentando Se stesso ci dà la possibilità di creare un contatto Divino. Quando siamo sospinti all’incontro con l’altro, per esempio facendo visita ai carcerati, non solo agiamo per pura umanità ma facciamo un atto di attenzione verso l’altro. Da una riflessione iniziale sull’origine della parola ‘attenzione’, – dal latino ‘attendere’, a sua volta composto di ad ‘verso’ e tendere ‘tendere verso’, ‘rivolgere l’animo a’ – è maturata l’idea di una composizione che esprimesse un movimento, appunto una ‘tensione verso’. Questo moto, fisico e morale, nel disegno è rappresentato dal gesto delle mani, dalle braccia tese, dagli sguardi che esprimono un senso di attesa che lascia tutti come sospesi. È l’attesa del contatto col Signore, del fine pena, della visita dell’altro, di uno spazio meno affollato e quindi più umano, di un futuro ancora pieno di speranza”.

Ed è appunto “Visitare i carcerati” nel Giubileo della Misericordia il filo conduttore dell’iniziativa che trae origine del Progetto “Filatelia nelle carceri”, regolato da un apposito protocollo d’intesa la cui finalità è quella di “ampliare le conoscenze dei detenuti in un’ottica di rieducazione e di reinserimento nella società”.

Santi Consolo, direttore del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria; l’onorevole Antonello Giacomelli, sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico e  Luisa Todini, presidente di Poste Italiane, hanno scelto la Casa di reclusione di Opera per firmare la nuova versione del Progetto “Filatelia nelle carceri”.

All’iniziativa ha aderito con sincera convinzione anche il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, che alle ore 16 nel Teatro del carcere per i reclusi e per quanti hanno deciso condividere il dettato dell’opera di misericordia visitare i carcerati, celebrerà la Santa Messa. Utilizzando, s’intende, le ostie prodotte nel laboratorio di Opera, collegato al progetti “Il senso del pane” della Fondazione casa dello Spirito e delle arti.

Nell’occasione sia le Poste della Città del Vaticano che  Poste Italiane aprono delle postazioni, in pratica uffici postali in miniatura – una primizia per la Casa di reclusione di Opera-  ognuno dei quali dotato di appositi annulli postali delle cui illustrazioni si è occupato Matteo Nicolò Boe, del Gruppo filatelia attivo nella sezione di alta sicurezza.

Gli addetti postali dei due Paesi stampiglieranno i bolli rispettivamente sulla cartolina vaticana col ritratto di Francesco e su quella di Poste Italiane, firmata da Gaetano Puzzangaro, che lui della sezione di alta sicurezza ma attivo nella scuola di pittura. “Mi sono ispirato – dice – al primo colloquio con i familiari che feci senza il vetro divisorio. Ricordo – prosegue- Anna, una delle mie numerose pronipoti che con la sua presenza portò, gioia, giocattoli colorati e pastelli con i quali mi colorò le mani. Alla base dell’opera di misericordia ‘visitare i carcerati’ c’è l’impegno di ‘adoperarsi per liberare’. E quale libertà più autentica ci può essere – conclude Gaetano Puzzangaro- di quella di poter abbracciare liberamente?”. 

L’incasso della vendita delle due cartoline verrà devoluto a favore delle popolazioni terremotate.

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