Il nuovo numero della rivista europea di cultura riflette sull’universo femminile, sul Covid, sul diritto e sul cinema

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Senza le donne non si riparte. Un assunto pretenzioso o piuttosto una constatazione veritiera? I mesi difficili alle nostre spalle hanno testimoniato l’importanza e l’urgenza di difendere e promuovere il valore rappresentato dalle capacità e dalle competenze trasversali dell’universo femminile. A far fronte e anche a pagare il prezzo più alto durante il lockdown sono state le lavoratrici, le madri di famiglia, le figlie con genitori anziani da accudire che spesso hanno giocato tutti insieme questi ruoli cercando di rispondere al meglio alle aspettative di ciascuno. Il tempo del Covid ha solo messo l’accento sul carico di responsabilità che storicamente le donne portano sulle spalle e ha reso ancora più urgente una riflessione.

Il dossier del nuovo numero di Munera si apre con un’intervista alla filosofa Laura Boella che, dopo un excursus tra le pensatrici nella storia della filosofia, si esprime sulla “cura” che le donne manifestano e che è un serbatoio di conoscenze e capacità. Ed è proprio alla cura che la società contemporanea non presta sufficiente attenzione, come si evince dall’organizzazione del lavoro così penalizzante per le donne. Approfondisce l’argomento l’articolo di Jennifer Nedelsky e Tom Malleson che propongono un lavoro part time per tutti gli adulti.

Giovanna Caltagirone presenta invece un viaggio tra il pensiero di diverse scrittrici nel suo saggio che parte dalla corporeità per arrivare a parlare della resurrezione mediante la parola. Un interessante contributo dall’estero arriva dalla teologa Christine Boehl che racconta il caso delle donne nella Chiesa tedesca che ha cominciato a riconoscere il ruolo decisivo delle donne attraverso ad esempio il diaconato femminile.

Il dossier si conclude con una intensa intervista a Ela Gandhi, nipote del Mahatma, che racconta come è cambiata la figura femminile in Sud Africa dopo l’apartheid ma anche le difficoltà legate all’emancipazione.

Al termine del dossier si può leggere un bel saggio di Giorgio Azzoni e Maria Antonietta Crippa sulla figura dell’artista Franca Ghitti che con le sue mani ha saputo narrare i dolori della condizione umana.

Il filosofo del diritto Giovanni Bombelli, poi, scrive della fiducia nelle relazioni e nella sensatezza dell’ordinamento come i contrafforti per ripartire diventando resilienti. L’esperto di relazioni internazionali Gianluca Pastori ripercorre i passaggi politici degli Stati Uniti alla prova del Covid e alla soglia delle elezioni presidenziali.

Due articoli sono dedicati al mondo giuridico. Il primo di Lucia Maldonado è un saggio sulla prescrizione quale banco di prova della tenuta di tutto il sistema penale, il secondo di Diego Mauri prova a ripensare l’ergastolo ostativo. Infine un omaggio al grande regista riminese Federico Fellini nel centenario della sua nascita è offerto dall’articolo di Chiara Boatti.

Al link www.muneraonline.eu è possibile scaricare gratuitamente l’editoriale.

Ogni anno le copertine di Munera sono scelte attraverso un concorso fotografico, aperto a fotografi professionisti o amatoriali. Il termine per partecipare è il 31 dicembre. Tutte le informazioni qui: http://www.muneraonline.eu/concorso-fotografico-munera-2020/

Munera vuole essere accessibile a tutti anche nei costi. Per questo anche per il 2020 tutte le formule di abbonamento – cartaceo e/o digitale – partono da soli 12 € all’anno. Tutte le informazioni qui: http://www.muneraonline.eu/abbonamento/

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