Dal 17 settembre in mostra 60 lavori del grande artista russo, con una ventina di gouaches inedite. Inaugurazione il 15 alla presenza del cardinale Angelo Scola.

Chagall Bibbia Figliol Prodigo

Il Museo Diocesano di Milano presenta, dal 17 settembre 2014 al 1 febbraio 2015, “Marc Chagall e la Bibbia”, un completamento dell’esposizione che Palazzo Reale dedica all’artista. La mostra sarà inaugurata lunedì 15 settembre, alle ore 18, alla presenza dell’Arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola.

Concepita come una vera e propria sezione della retrospettiva “Marc Chagall”, la rassegna offre la possibilità di ammirare, nella cornice del Museo Diocesano, 60 lavori che l’artista dedica al messaggio biblico, tra dipinti, gouaches, acqueforti, sculture e ceramiche. Esposte anche 22 gouaches preparatorie inedite.

L’artista fu affascinato, sin dagli anni giovanili, dalla Bibbia, che considerava come la più importante e affascinante fonte di poesia e di arte. Chagall si confrontò con questi temi per tutta la vita, sino alla realizzazione del ciclo sul Messaggio Biblico, negli anni Sessanta. “Marc Chagall e la Bibbia” permette quindi di concludere il percorso di conoscenza dell’artista a cui introduce la retrospettiva di Palazzo Reale.

I soggetti furono elaborati in varie occasioni e con tecniche diverse (acqueforti, oli, ceramiche, sculture), che la mostra racconta e raccoglie in modo organico. La forza creativa di Chagall ha un carattere esplosivo e si manifesta nella disseminazione di frammenti narrativi e simbolici che, nel loro insieme, acquistano valore iconico.

Fulcro dell’esposizione sono le 22 gouaches preparatorie, inedite sino ad ora, che si caratterizzano per freschezza e immediatezza di segno unite a un grande fascino.

Nelle 22 gouaches, è possibile cogliere, soprattutto nell’intuizione dello spazio, la predilezione dell’artista per scelte unidimensionali, che non impediscono, pur in assenza di intenzioni prospettiche, il raggiungimento di esiti quasi realistici in forza di una rappresentazione immaginifica e fortemente evocativa. Il colore gioca in questo senso un ruolo fondamentale, sia in presenza che in assenza, conferendo alla scena un vivace intento narrativo. Anche il dinamismo del tratto, talora solo brevemente accennato, caratterizza le scene in senso drammatico.

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