Una grande mostra dedicata al genio del Rinascimento è in corso nella capitale del Giappone con opere e materiali provenienti dalla Biblioteca milanese, dove è custodito il celebre «Codice Atlantico». Un'esposizione eccezionale, fortemente voluta dallo stesso Arcivescovo di Milano.

di Pier Francesco FUMAGALLI
Vice Prefetto Biblioteca Ambrosiana

Leoanrdo Codice Atlantico Ambrosiana

Leonardo da Vinci approdava una prima volta in Asia 70 anni fa, anche se fin dal 1815 il barone di Ottenfels, Commissario austriaco per il Lombardo-Veneto, aveva scambiato il Codice Atlantico per un manoscritto cinese. A partire da quel fantasioso fraintendimento, prontamente corretto da Antonio Canova, dovevano passare 130 anni, finché la mostra itinerante su Leonardo scienziato sbarcasse a Tokyo nel 1942, dopo esser stata esposta a New York e al Palazzo dell’Arte di Milano nel 1939. Il genio di Leonardo ben si accordava con lo spirito delle riforme e di apertura nipponica verso la scienza e la cultura occidentali, che venivano promosse già da oltre un secolo nel Giappone durante l’era dell’Illuminismo Meiji (1852-1912).

Ancor oggi numerosi libri sull’artista, sia di taglio accademico che divulgativo, vengono pubblicati ogni anno in Giappone, dove sono state esposte, lungo un quarantennio, la Monna Lisa del Louvre (a Tokyo nel 1974), la Dama dell’ermellino del Princes Czartoryski Museum (a Kyoto, Nagoya e Yokohama nel 2001-2002) e l’Annunciazione della Galleria degli Uffizi di Firenze (a Tokyo in occasione della rassegna dell’Anno dell’Italia in Giappone 2007), generando sempre una risposta entusiastica da parte del pubblico e una notevole attenzione dei media.

E’ così maturato il tempo perché il genio precursore del volo trasvolasse i cieli con i suoi tesori più pregiati, e trovasse oggi la migliore attenzione nella capitale asiatica, centro artistico e culturale capace di apprezzare in tutta la sua ricchezza l’arte del rinascimento italiano e lombardo in particolare. La Mostra di Tokyo su “Leonardo e la sua cerchia nelle collezioni della Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana”, inaugurata il 22 aprile alla presenza del Nunzio Apostolico Joseph Chennoth e dell’Ambasciatore d’Italia Domenico Giorgi – la chiusura è prevista per il 30 giugno –rappresenta il coronamento di un triennio di studi e ricerche, che ha visto collaborare con l’Università di Tokyo e l’Ambrosiana di Milano illustri storici dell’arte giapponesi e italiani, restauratori e curatori di Musei, e contemporaneamente consente di far conoscere in Asia, in particolare partendo dal Giappone, la storia dell’Ambrosiana.

Il Preside della Facoltà di Lettere dell’Università di Tokyo, Osano Shigetoshi, ha portato avanti questo progetto con tenacia, superando gli ostacoli che si sono frapposti dopo la tragedia del terremoto di Fukushima, così che questa Mostra oggi è anzitutto espressione di una solidarietà umana e culturale che affratella il Giappone e l’Italia, anch’essa vittima di recenti terremoti all’Aquila e a Ferrara.

La Mostra sottolinea la straordinaria importanza dell’istituzione inaugurata dal Cardinale Federico Borromeo a Milano l’8 dicembre 1609, da quattro secoli sede di ricerca accademica – oggi con le 7 Classi di Studi dell’Accademia Ambrosiana – e custode di capolavori assoluti delle arti figurative e della miniatura libraria. Il percorso espositivo che si snoda per 1500 metri quadrati sui tre piani del Metropolitan Art Museum di Tokyo (TMAM), accanto ai giardini che fronteggiano il Museo Nazionale, mira da un lato a mettere in rilievo le molteplici attività di Leonardo a Milano come formidabile lettore di libri, straordinario scienziato-ingegnere, disegnatore senza precedenti e grande pittore, e la sua notevole influenza sui posteri, da lui esercitata attraverso i dipinti e disegni, specialmente del Codice Atlantico, la cui storia è magistralmente ricostruita nel Catalogo da Pietro Cesare Marani con il saggio su Il Codice Atlantico. Uno sguardo dentro la mente di Leonardo.

D’altra parte, attraverso la mostra si giunge a valorizzare anche l’opera degli altri artisti, operanti nella produzione di manoscritti e incunaboli, oggi conservati presso la Biblioteca Ambrosiana, favorendone la conoscenza e lo studio, seguendo un percorso espositivo in quattro sezioni: 1) Dipinti 2) Codice Atlantico 3) Disegni 4) Manoscritti e Incunaboli.

L’ideatore e il motore di questo eccezionale evento culturale è stato Osano Shigetoshi, Accademico ambrosiano non nuovo a simili iniziative, che hanno spesso coinvolto altri prestigiosi Musei italiani, ed alle quali l’Ambasciata d’Italia a Tokyo offre la più ampia collaborazione. Egli ha saputo coinvolgere fin dal 2010 generosi mecenati giapponesi che si sono assunti gli oneri organizzativi – sponsor principale la Società TBS-Tokyo Broadcasting System Television e co-sponsor Asahi Shimbun pubblicando il volume di catalogo “Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana. Leonardo e la sua cerchia” (Tokyo, 2013) di 348 pagine in grande formato, con 109 schede, riccamente illustrato, corredato da 6 saggi scientifici in giapponese e italiano, di Maria Teresa Fiorio, Giulio Bora, Pietro C. Marani, Kazuaki Ura, Hideaki Ikegami, e dello stesso Osano, e grazie all’assistenza scientifica del Collegio dei Dottori dell’Ambrosiana e della Graduate School of Humanities and Sociology della Facoltà di Lettere dell’Università di Tokyo.

Ikegami nel suo saggio su Leonardo in Lombardia illustra l’opera dei collaboratori, discepoli o continuatori di Leonardo – i fratelli De Predis, Gian Giacomo Caprotti detto il Salaì, Francesco Melzi, Marco d’Oggiono, Giovanni Antonio Boltraffio, il Giampietrino, Cesare da Sesto, Bernardino de’ Conti, Bernardino Luini, il Sodoma, il Bramantino – che con lui portano a Milano le novità del Rinascimento fiorentino. Leonardo pone il suo talento straordinario a servizio del disegno di grandezza di Ludovico il Moro, alla cui corte lodata da Machiavelli nel Principe, Leonardo opera nel ventennio più creativo della sua carriera (1481-1500) come factotum del Duca, ingegnere civile e militare, organizzatore di feste, architetto, pittore e scultore. Osano scava tra coloro ai quali si può far risalire un più diretto influsso sul genio di Vinci: da Giotto a Masaccio, da Botticelli al Ghirlandaio, a Jan van Eyck e ai fiamminghi, e mette in rilievo il rapporto stretto che in lui unisce calligrafia e disegno, paragonando la scrittura leonardiana con quella giapponese “a crine di cavallo”, ponendo il disegno come base teorica di pittura e scultura, secondo la lezione di Cennino Cennini e Leon Battista Alberti.

L’eredità di Leonardo non si sarebbe probabilmente fermata a Milano fino ad oggi, se non avesse trovato stabile dimora nell’istituzione federiciana, nella quale accanto alla Biblioteca Ambrosiana (1609) fu annessa nel 1618 la ricca pinacoteca del cardinale Federico Borromeo, come ben mette in rilievo Maria Teresa Fiorio nel suo saggio su Federico Borromeo collezionista e la formazione della Pinacoteca Ambrosiana. La collezione di Federico, iniziata durante il periodo romano (1586-1601), continuò ad arricchirsi in Milano, con i capolavori del Caravaggio, Luini, Tiziano, Barocci, Zuccari, Leonardo, Brueghel, Brill e il cartone per la Scuola di Atene di Raffaello, e altre copie celebri o opere di minori come la Galleria di ritratti di Paolo Giovio. Giulio Bora – che con il Dottore dell’Ambrosiana Alberto Rocca ha collaborato con il Direttore del TMAM, Yoshitake Mamuro, all’allestimento della mostra, passa in rassegna Le collezioni di grafica della Biblioteca Ambrosiana, comprendenti 8000 disegni e 22000 incisioni, una serie sterminata di autori tra i quali spiccano Leonardo e Raffaello, Michelangelo e Tibaldi, Luini Figino, il Pisanello e G. Romano, ma sopra tutti sta la “Galleria portatile” o Codice Resta, con i suoi 284 disegni di Masaccio, Piero della Francesca, Botticelli, Raffaello e altri ancora.

La consultazione dei disegni è oggi possibile anche online tramite il sito dell’Università di Notre Dame dell’Indiana, a cura di Randolf Coleman, al quale si deve il recente catalogo illustrato dei disegni e delle incisioni di Cignaroli, The Ambrosiana albums of Giambettino Cignaroli (1706-1770). A critical catalogue, 2011 (Fonti e Studi, 14).

Il Prefetto dell’Ambrosiana Franco Buzzi nella Premessa al Catalogo fa notare che questa esposizione internazionale, con l’implicito appello a un più intenso scambio culturale fra le civiltà dell’Oriente estremo dell’Asia, ha un profondo simbolico significato foriero di pacificazione mediante i valori dell’arte e della scienza, per tutta l’umanità. L’arte, la cultura e la scienza costituiscono forze di protezione più alte di qualsiasi tsunami, ponti indistruttibili di valore universale per tutti i popoli del mondo. L’opera artistica e scientifica di Leonardo costituisce un potente strumento di pace e fratellanza, nella libertà e nell’uguaglianza fondata sulla pari dignità di ogni essere umano. Nel messaggio dell’arte si uniscono i valori poetici e civili e quelli trascendenti, che aprono alle dimensioni ancora in larga parte inesplorate di una nuova evangelizzazione nel mondo contemporaneo.

L’esposizione di Tokyo, tra le principali se non unica del genere in Asia, realizzata grazie al convinto sostegno dell’Arcivescovo di Milano, Cardinale Angelo Scola, con il Patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, grazie all’interessamento dell’Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede e con il contributo della Fondazione Cardinale Federico Borromeo, è stata anche l’occasione per eseguire accurate ricognizioni ed esami con le più avanzate tecniche scientifiche non invasive, finalizzati a monitorare le condizioni dei capolavori da esporre, grazie alla collaborazione con la Professoressa Pinin Brambilla Barcilon, in collaborazione con il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali- Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ISCR) di Roma e con la Soprintendenza per i beni artistici ed etnoantropologici di Milano, che con il Pontificio Consiglio per la Cultura ha autorizzato il prestito delle opere.

La Mostra ha luogo esattamente a metà tra l’EXPO 2010 tenutosi a Shanghai, e l’EXPO 2015 che si terrà a Milano, perciò Tokyo si colloca quale pilastro centrale di un ponte ideale tra l’Asia e l’Europa, in una prospettiva globale per un’economia etica e uno sviluppo sostenibile, secondo valori di razionalità e saggezza che erano tipici di Leonardo da Vinci nel Rinascimento. La cultura giapponese, caratterizzata da un umanesimo assetato di bellezza, con questa Mostra ha una responsabilità unica nell’offrire al mondo un esempio di apertura e di sintesi tra i valori della cultura dell’Asia e quelli dell’Occidente, e ne è prova la grande affluenza di pubblico e attenzione dei media, con un flusso di visitatori che ha già quasi raggiunto le 150000 unità.

In concreto con questa Mostra il Metropolitan Art Museum di Tokyo diventa protagonista del programma di esposizione integrale del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci su scala mondiale. Fin qui le principali tappe espositive sono state, oltre a Milano, L’Aquila e Gerusalemme, altre seguiranno nei diversi Continenti.

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