Un incontro al Museo Diocesano fra tradizione ebraica e cultura cristiana, in occasione della mostra dei capolavori del grande artista russo dedicati al messaggio biblico.

Chagall Figliol Prodigo

«L’arte del dialogo. Il dialogo dell’arte» è il titolo di un incontro che si terrà domenica 9 novembre, alle 15, presso il Museo Diocesano a Milano (corso di Porta Ticinese, 95). L’evento, promosso nell’ambito della mostra «Chagall e la Bibbia», che attorno ai chiostri di Sant’Eustorgio presenta i capolavori del maestro russo dedicati alle pagine delle Sacre Scritture, è realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura della Comunità ebraica di Milano, il Servizio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo e l’Ufficio diocesano per i Beni culturali, con il patrocinio dell’Associazione italiana amici dell’Università di Gerusalemme.

«Marc Chagall, creando fantastiche riletture di temi sacri, ha suggerito interpretazioni nuove di questo dialogo tra il bello, il buono e il vero, lasciandosi poeticamente interrogare dal perenne messaggio biblico e contemporaneamente accogliendo le suggestioni e gli interrogativi suscitati dalle tragedie storiche d’Israele, dalle interpretazioni cristiane e dai nuovi canoni estetici dell’Occidente», spiega infatti monsignor Pier Francesco Fumagalli, Dottore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, direttore della Classe di studi sull’’Estremo Oriente dell’Accademia Ambrosiana stessa e responsabile diocesano per i rapporti con l’Ebraismo.

Nell’incontro il tema del dialogo (possibile?) tra culture, popoli e religioni diverse sarà sviluppato attraverso gli interventi di monsignor Domenico Sguaitamatti (dell’Ufficio diocesano per i Beni Culturali), Daniele Cohen (assessore alla Cultura della Comunità ebraica di Milano), monsignor Pier Francesco Fumagalli, l’architetto Guido Morpurgo (che illustrerà l’allestimento da lui progettato per l’esposizione delle opere di Chagall al Museo Diocesano), Lydia Cevidalli (concertista di fama internazionale e docente di violino presso il Conservatorio di Milano) e Paolo Biscottini (direttore del Museo Diocesano di Milano). 

Si indagherà sulla provocazione che lo stesso Chagall lancia all’uomo contemporaneo: «Sarà l’amore a sostituire l’antica religione. Prenderà il suo posto». Tutto il percorso artistico di Chagall è attraversato dalla continua ricerca spirituale, che ha accompagnato il suo cammino di ebreo, ma soprattutto di uomo. Anche la presenza, ricorrente, del Cristo crocefisso, va letta nell’accezione larga del mistero del dolore e della perseveranza nella fede. Non si tratta di una conversione messianica, bensì del riconoscimento nel crocefisso (col talled e non il perizoma) di un simbolo universale di dolore e di fede. Chagall ebreo riconosce in Cristo l’ebreo che porta su di sé tutto il dolore dell’uomo, divenendone l’espressione più forte. Quanta libertà in questa concezione, quanta affinità con il Gesù ebreo di cui ha parlato spesso anche il cristianesimo ed anche la stessa letteratura ebraica contemporanea, che insiste spesso sull’identificazione di Gesù con gli Ebrei, a causa della sofferenza di cui sono entrambi vittima.

«In realtà Chagall – spiega Paolo Biscottini nel testo critico contenuto nel catalogo della mostra – non ha voluto mettersi a confronto con il Gesù dei vangeli, ma egualmente gli ha dato un rilievo inaspettato, quasi a voler affermare frontalmente il tema del Gesù della storia. Inserendo Gesù crocefisso nel suo mondo ebraico (si pensi specialmente al Trittico di Nizza), inaugura un’iconografia nuova che, afferendo direttamente alla storia delle religioni, non può che dirsi novecentesca e proprio per questo appassionante e sconcertante, pur nel suo carattere asintotico. L’illusione di Chagall rende possibile una nuova e diversa conoscenza della storia e conferma, una volta di più, la straordinaria importanza del suo Messaggio Biblico».

Al termine dell’incontro, che è a ingresso libero fino a esaurimento dei posti, i partecipanti potranno visitare la mostra «Chagall e la Bibbia» con un biglietto scontato (5 euro invece di 8 euro). Per informazioni, tel. 02.89420019.

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