Apre a Milano una delle manifestazioni più importanti fra quelle destinate a celebrare l'anniversario del Club Alpino Italiano: una rassegna dedicata alle montagne della Lombardia, alle sue genti e al loro rapporto con le realtà metropolitane.

Cai

Lo Spazio Oberdan della Provincia di Milano ospiterà, dal 17 maggio al 7 luglio 2013, con ingresso libero, una delle manifestazioni più importanti fra quelle destinate a celebrare i 150 anni di vita del Club Alpino Italiano: la mostra "La Lombardia e le Alpi nel 150° anno di fondazione del Club Alpino Italiano", una rassegna senza precedenti dedicata alle montagne della Lombardia, alle sue genti e al loro rapporto con le realtà metropolitane.

La mostra è frutto di un’iniziativa della Sezione di Milano del CAI e si avvale di importanti contributi delle "banche della memoria" distribuite sul territorio: dalla Biblioteca della montagna del Palamonti di Bergamo alla Biblioteca della Società Escursionisti Milanesi, dalla Sezione Valtellinese a quella di Lecco dedicata all’indimenticabile Riccardo Cassin. E’ comunque dall’archivio della Sezione di Milano e dalla prestigiosa annessa Biblioteca "Luigi Gabba" che proviene la parte più consistente del materiale esposto.

Grazie quindi alla collaborazione delle numerose Sezioni lombarde del CAI e della Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura, che ospita la mostra allo Spazio Oberdan, verranno esposti documenti rari, cimeli di spedizioni extra-europee, libri e pubblicazioni storiche, cartografie, dipinti e panorami d’epoca, modellini di rifugi lombardi, fotografie storiche e moderne, attrezzi alpinistici d’ogni tipo e moltissimi altri materiali, provenienti anche da collezioni private, per raccontare e far rivivere il lungo sviluppo dell’alpinismo in Lombardia dall’Ottocento ai giorni nostri.

In mostra, sarà anche possibile visionare rarissimi filmati d’epoca e pellicole d’attualità provenienti dalla Cineteca Nazionale del CAI e da archivi privati.

«La montagna insegna a vivere la ricchezza della solitudine attraverso la pratica del silenzio e dell’ascolto interiore; – sottolineano l’On. Guido Podestà Presidente della Provincia di Milano e Novo Umberto Maerna, Vice Presidente e Assessore alla Cultura – L’ uomo riscopre in essa il senso di comunione con la natura, coglie l’intenso significato di fratellanza con ogni cosa. Con la mostra di Spazio Oberdan dedicata al CAI, la Provincia di Milano si pone tra gli altri l’obiettivo di trasmettere ai visitatori questi profondi significati, soprattutto alle giovani generazioni».

La mostra vuole essere anche lo specchio dell’operosità lombarda che trova riscontro nella frequentazione sportiva della montagna: fra le curiosità va annoverato il Rampichino, prototipo di mountain bike lanciato a Milano con una grande campagna pubblicitaria negli anni Ottanta, le scarpette da arrampicata "aerlite" con cui i sassisti della Val di Mello hanno mandato in pensione i vecchi scarponi, il curioso "arpione Roseg" commercializzato dalla Sezione Valtellinese del CAI che ha innovato la tecnica dell’arrampicata su ghiaccio.

Oltre alla collaborazione dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Milano e al patrocinio della Presidenza generale del CAI, la mostra si avvale della collaborazione della Presidenza del Gruppo Regionale Lombardo del CAI, del patrocinio del Comune di Milano e quello della Regione Lombardia.

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