Mercoledì 13 maggio l’inaugurazione con "In corpore" dell’artista Giorgio Vicentini. Verranno presentate nei prossimi mesi Ultima cena di Franca Ghitti e sei sculture in pietra di Gino Cosentino.

Vicentini In Corpore

Nel tempo di Expo l’Università Cattolica, con il Centro di ricerca per l’Educazione attraverso l’arte e la mediazione del patrimonio culturale sul territorio e nei musei (CREA) e il Laboratorio UCSC ExpoLAB, ospita nella sede di largo Gemelli tre opere d’arte attinenti al grande tema Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Mercoledì 13 maggio si aprirà con l’inaugurazione di In corpore, installazione di Giorgio Vicentini in esposizione fino al 12 giugno (Cortile d’onore, largo Gemelli, 1 a Milano, ore 17). Nell’occasione si assisterà alla performance teatrale “Attimi” a cura della Fondazione Emilia Bosis, presieduta da Pier Giacomo Lucchini e proprietaria dell’opera, in collaborazione con Max Brambilla e Giulia Benetti, in cui si esibiranno attori professionisti, operatori socio-sanitari e ospiti della comunità psichiatrica.

In corpore di Giorgio Vicentini è stata esposta ai Magazzini del Sale a Venezia nel 2011. Realizzata dall’artista insieme agli ospiti del Centro diurno psichiatrico della Fondazione Emilia Bosis di Verdello in  provincia di Bergamo, e oggi del tutto rivisitata, è costituita da un lunghissimo pentagramma che definisce un percorso nel quale il pane reale e il pane sognato sono appesi contemporaneamente. Scrive l’artista «È la prima volta che un pentagramma ostende il pane. Si tratta di una installazione drammatica e nello stesso tempo poetica. Eliminando ogni tipo di orpello romantico abbiamo puntato tutta la nostra creatività sulla purezza e indispensabilità del nostro pane quotidiano. La coraggiosa gittata di trenta metri del pentagramma esclude ogni sorta di retorica. In corpore è una struttura asciutta, una profonda preghiera concreta che mira dritto al cuore del problema alimentare. Sarà un viaggio comprensibile dentro l’indispensabilità dell’opera d’arte senza alcun inganno. Il ferro e il pane saranno lì a ricordarcelo».

Cecilia De Carli, curatrice delle mostre, direttore del CREA e docente di Storia dell’arte contemporanea in Cattolica ha dichiarato: «Con quest’opera nata in un ambito particolare, quello dei malati psichiatrici della Fondazione Emilia Bosis di Bergamo, Giorgio Vicentini affronta il grande tema del “pane quotidiano” bilanciandolo su una retta, su una via che incorpora sia la sua necessità e insostituibilità al vivere, sia l’aspetto di difficoltà. Rischiandosi in un coinvolgimento diretto con i malati di mente l’artista inventa un rigo musicale in cui la presenza del pane reale diventa musica insieme al pane sognato, abitando nello stesso spazio che porta in sé, come nel corpo di ciascuno di noi, il desiderio infinito di raggiungere il senso del vivere, un’umanità compiuta. Razionalità e irrazionalità, realtà e poesia si mescolano e si compongono nell’opera proprio in università, luogo istituzionalmente preposto alla ricerca ed alla formazione, dove lo stesso artista spesso è chiamato ad attraversare il processo creativo in laboratori realizzati con gli studenti».

Dal 16 giugno al 22 luglio verrà esposta l’Ultima Cena, installazione di Franca Ghitti, e dal 22 settembre al 22 ottobre sei sculture in pietra sul tema del nutrimento di Gino Cosentino, entrambe nell’atrio di via Nirone 15 a Milano. 

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