Donato al Museo Diocesano di Milano, è oggi esposto al piano terra di Palazzo Pirelli. Una composizione incantevole e rara, costituita da una sessantina di figure dipinte su cartoncini sagomati, realizzata da uno dei più importanti pittori del Settecento lombardo.

di Luca FRIGERIO

Non di nobili metalli, non di stoffe pregiate, e neppure di terracotta o di gesso, ma di semplice carta. Eppure è un’opera di grande valore, quella che oggi viene esposta per la prima volta al pubblico nel foyer del “Pirellone” a Milano: un presepe realizzato da Francesco Londonio, uno dei più importanti pittori del Settecento lombardo. Un capolavoro nel suo genere, che Anna Maria Bagatti Valsecchi ha generosamente donato al Museo “Carlo Maria Martini” e che entra così a far parte delle collezioni diocesane.

Si tratta di circa sessanta figure, dipinte su cartoncini sagomati, alte fra i trenta e i sessanta centimetri, che costituivano almeno tre diversi nuclei di presepi di carta. La raccolta proviene da Villa Gernetto a Lesmo, ben nota agli studiosi, e costituisce probabilmente la più importante fra le poche composizioni di questo tipo giunte fino a noi, considerando la fragilità dei materiali impiegati.

In quella villa brianzola, del resto, Francesco Londonio era di casa, invitato spesso dal conte Giacomo Mellerio a trascorrervi lunghi periodi di villeggiatura. Piacevoli riunioni fra “nobili”, se si considera che anche lo stimato pittore milanese vantava ascendenze aristocratiche e che la sua arte era particolarmente apprezzata proprio dal ceto patrizio per quell’atmosfera svagata e bucolica, dove la campagna – aliena da qualsiasi bruttura e fatica – diventa l’appartato rifugio dalle incombenze quotidiane, l’Arcadia sognata, dove vivere in semplicità e in armonia con una natura che non è mai matrigna…

Così anche i personaggi di questo presepe, pastori e contadine, musicanti e lavandaie che si affollano attorno al Bambino Gesù, nonostante i piedi nudi e i vestiti laceri non appaiono realisticamente prostrati dalla povertà e dall’indigenza, ma quasi dei “buoni selvatici”, degli indigeni di un mondo dove ancora ci si può stupire per il miracolo della vita che nasce, partecipando con gioia e serenità ai piccoli come ai grandi eventi della storia.

Al Londonio è dato anche il grande e celebre presepe della chiesa milanese di San Marco, in questi giorni valorizzato da una nuova illuminazione. Ma questo esposto a Palazzo Pirelli si fa ammirare proprio per la sua atmosfera domestica e raccolta, per l’incanto delle espressioni sognanti delle piccole figure “ritagliate”, per i colori leggeri – quasi acquerellati – che evocano i Natali della memoria. E si torna ancora una volta bambini, mentre un sorriso affiora alle labbra.

Il presepe di Londonio è esposto per iniziativa del Consiglio regionale Lombardia, in collaborazione con Aiccre, al piano terra di Palazzo Pirelli a Milano (via Fabio Filzi, 2) fino al prossimo 10 gennaio. Ingresso libero da lunedì a giovedì, dalle 9.30 alle 16.45 (venerdì fino alle 13). L’opera, sottoposta a un primo intervento conservativo, necessita di un restauro più complesso, per il quale si rende necessario il reperimento di fondi. Per informazioni: www.consiglio.regione.lombardia.it

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