La presentazione presso la Chiesa di San Gottardo in Corte a Milano. Dialogano con l’autrice Gianni Baratta, direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo, e lo scrittore Antonio Steffenoni

Gaiardoni Pianto Camilla Marcianum

Grazie alla disponibilità della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, la Chiesa di San Gottardo in Corte  ospita la presentazione del nuovo romanzo di Elena Gaiardoni “Il pianto di Camilla”. Un racconto che è più di una favola.

Nella civiltà occidentale contemporanea il pianto è sempre stato ritenuto un sinonimo di debolezza e di vergogna. Ma non vi è dubbio che una lacrima pubblica generi sempre interrogativi. Sono due anni che l’umanità assiste a lacrime pubbliche allo scoccare del nuovo anno.

Il 2015 si è aperto con il discorso sul pianto di Papa Francesco a Manila, di fronte alla piccola Gyzelle che chiese al Pontefice: «Perché Dio permette che l’umanità e soprattutto l’infanzia soffra?» E Francesco disse: «Uomini, imparate a piangere». Evidentemente lo stiamo imparando se il 2016 si è aperto con le lacrime del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama per i disastri che il mondo sta subendo a causa del traffico d’armi. Cosa stanno allora diventando le lacrime?

Questa riflessione si fonde con il racconto de “Il pianto di Camilla”. Racconta l’autrice: «Una notte mi svegliai con una domanda: perché i bambini nascono piangendo? Ho creato un Regno in cui un re vieta il pianto in quanto espressione di debolezza. Questo libro è ispirato a persone, esseri, animali, fatti che esistono veramente. Ha avuto una gestazione travagliata, perché mentre scrivevo, molte cose si verificavano e intanto il mistero di una lacrima, l’unica lacrima che l’essere umano non riesce mai a piangere durante la sua vita, mi apriva un cammino che mi ha coinvolto in un viaggio doloroso, divertente, magnifico. Vorrei che questa “fiaba mistica” facesse piangere ad ogni lettore una lacrima che lo conduca verso il mare della poesia della vita».

Elena Gaiardoni è laureata in Lettere e Filosofia all’Università di Padova con una tesi sulla Storia della Phone’ dal teatro Greco a Carmelo Bene. È giornalista, ma continua a coniugare la scrittura d’espressione artistica con il dovere di cronaca. Per questo, ha scritto un libro sulle lacrime, espressioni di una cronaca umana che sono sempre state simbolo del più forte cambiamento dell’uomo.

La presentazione del volume si terrà giovedì 14 gennaio 2016 alle ore 18.30. Dialogheranno con l’autrice il Direttore della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano Gianni Baratta e lo scrittore Antonio Steffenoni.

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