In questo suo nuovo libro, pubblicato in Italia da EMI, il vescovo anglicano sudafricano premio Nobel per la pace propone una profonda ed appassionata riflessione sulla religione cristiana a partire dalla Sacra Scrittura e dai testi dei Padri della Chiesa.

Desmond Tutu EMI

«Quando i potenti della terra ci rimproveravano perché facevamo quella bruttissima cosa che è mescolare la religione con la politica, eravamo soliti rispondere: “Ma voi, quale Bibbia leggete?”».

È questa una delle tante provocazioni che Desmond Tutu, il vescovo anglicano sudafricano premio Nobel per la pace, propone nel suo nuovo libro Il mio Dio sovversivo, oggi pubblicato in Italia dalla Editrice Missionaria Italiana.

Il testo è una profonda ed appassionata riflessione sul Dio cristiano a partire dalla Sacra Scrittura, che Tutu legge in maniera nuova e al contempo antica. La lettura della religione cristiana di Tutu non è spiritualista bensì interagisce in continuazione con le grandi questioni del nostro tempo: il surriscaldamento globale, la povertà, la corsa agli armamenti, l’uguaglianza di genere, la non discriminazione per l’orientamento sessuale.

La qualifica antropologica che Tutu assegna alla creatura umana – «noi uomini siamo i viceré di Dio» – indica la dignità della persona e la sua vocazione ad amministrare con giustizia i beni terreni e a promuovere l’uguaglianza e la libertà di ogni creatura: «Noi non possiamo restare indifferenti di fronte alle ingiustizie patite da tanti nostri fratelli e sorelle, figli dello stesso Dio e Padre. Tutti sono creati a immagine di Dio proprio come noi. Non abbiamo scelta. Noi che crediamo di essere creati a immagine di Dio, non possiamo restare in silenzio o indifferenti quando altri sono trattati come se fossero una razza diversa e inferiore. Noi dobbiamo opporci all’ingiustizia. Non abbiamo scelta».

Proprio in nome della sua fede cristiana Tutu ha sempre considerato ingiusto e anticristiano ogni razzismo: «Noi in Sudafrica abbiamo imparato bene che cosa significhi vedere quei cartelli: “Ingresso vietato ai nativi e ai cani”, o vedersi rifiutare l’ammissione a un’università perché è riservata ai soli bianchi».

Attingendo ai suoi autori preferiti nella tradizione cristiana – Origene, Ireneo di Lione, Giuliana di Norwich – Tutu conduce il lettore a scoprire in maniera inedita la freschezza del messaggio cristiano. Facendo eco indirettamente a molte posizioni di papa Francesco, con il quale Tutu si trova in profonda e implicita armonia: la difesa dei poveri, la priorità della misericordia sulla morale, il sacerdozio delle donne, il rifiuto dell’omofobia, la gratuità dell’amore, la salvaguardia del creato.

Desmond M. Tutu (1931), premio Nobel per la pace nel 1984, è stato arcivescovo anglicano di Città del Capo. In prima linea nella lotta contro l’apartheid in Sudafrica, in seguito ha guidato la Commissione Verità e Riconciliazione che ha permesso al suo paese un nuovo inizio dopo la stagione della segregazione razziale. Dal 2007 al 2013 l’arcivescovo Tutu è stato presidente di «The Elders», un gruppo di leader mondiali indipendenti che operano in difesa della pace e dei diritti umani.

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