Presentato a Roma il nuovo audiolibro dedicato alla dottoressa lecchese uccisa nel 1995, quando era responsabile dell’ospedale di Merca, realizzato dalla San Paolo e promosso dalla Caritas italiana.

Graziella Fumagalli

Graziella Fumagalli «invita a sperare anche per il faticoso processo di ricostruzione delle istituzioni» in corso in Somalia. Lo afferma monsignor Giorgio Bertin, vescovo di Gibuti, intervenuto presso la Radio vaticana alla presentazione dell’audiolibro con testi È compito mio, dedicato alla dottoressa lecchese uccisa da un commando a Merca (Somalia) nel 1995 mentre visitava un paziente nell’ospedale che dirigeva per conto della stessa Caritas. Si tratta dell’undicesimo audiolibro della collana PhonoStorie – Progetto culturale, educativo ed artistico dedicato ad alcuni illustri personaggi del XX secolo – promosso da Caritas italiana e Rete europea risorse umane per multimedia San Paolo editore.

Questo nuovo audiolibro raccoglie infatti le testimonianze su Graziella, laica, martire cristiana, donna forte che ha fatto della sua vita, anzitutto attraverso la professione di medico, un capolavoro della carità donandosi nel portare sollievo e cure alle sofferenze e alle privazioni di tanta gente. «Per tutta la vita aveva coltivato questo sogno di essere utile al prossimo attraverso la sua professione di medico. Le è toccata la stessa sorte di Gesù, che ha pagato con la vita il donarsi senza riserve», disse il cardinale Martini al suo funerale.

Dopo 23 anni di anarchia e caos e 17 conferenze di pace fallite, monsignor Bertin, che ha firmato la prefazione del volume, invita a sperare per il futuro del Paese e spiega: «Baso la mia speranza sul fatto di avere conosciuto e vissuto accanto a molti martiri». Tra i “martiri della Somalia” sono stati infatti ricordati anche monsignor Salvatore Colombo, vicario apostolico di Mogadiscio, assassinato il 9 luglio 1989, e la giornalista del TG3 Ilaria Alpi, uccisa nel 1994 con l’operatore Miran Hrovatin. «Ho trasformato il 9 luglio in giornata per i martiri della Somalia – ha concluso monsignor Bertin -, non solo cristiani, anche musulmani, per ricordare tutti quelli che hanno amato la giustizia e si sono impegnati a favore degli ultimi».

I migranti che arrivano sulle nostre coste in condizioni drammatiche dal Corno d’Africa e soprattutto dalla Somalia «sono un interrogativo per noi. Quanto sta accadendo a Lampedusa ci ricorda gli inadempimenti di cui la nostra società è colpevole ed è un richiamo a ciò che dobbiamo fare per offrire risposte adeguate». Il monito è di don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, intervenuto anch’egli a Roma alla presentazione dell’audiolibro È compito mio, dedicato a Graziella Fumagalli.

Gli audiolibri hanno “funzione educativa”, ha spiegato annunciando che i prossimi due saranno dedicati a Giorgio La Pira e a monsignor Giovanni Nervo. Non solo Somalia: tutta l’Africa è piena di “martiri”, persone che «non vogliono mettersi su un piedistallo, ma solo stare vicino agli altri», ha avvertito Enzo Romeo, capo redattore esteri TG2-Rai, richiamando gli scontri tra cristiani e musulmani che stanno insanguinando la Repubblica centrafricana e la grave responsabilità di chi “soffia sempre sul fuoco”.

Il giornalista Roberto Zicchitella ha messo in guardia dai “commenti superficiali” di tanta informazione: in Somalia la situazione rimane esplosiva. Per questo «occorre mantenere i riflettori accesi». A conclusione, ancora un monito da mons. Bertin: «Dobbiamo essere aperti alle altre culture e religioni, ma non dobbiamo negare una storia marcata dalla religione cristiana».

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