Il nuovo appuntamento della Scuola della Cattedrale è dedicato ai viaggi e agli studi del grande orientalista italiano (1894-1984), in occasione della nuova edizione della sua monumentale opera «Indo-Tibetica».

La Scuola della Cattedrale, presieduta da mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano, presenta un eccezionale evento sulla spiritualità ed il rapporto con la religione di uno dei luoghi più inaccessibili al mondo: il Tibet.

L’evento, introdotto e coordinato da Armando Torno, si terrà lunedì 6 marzo 2017 alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Gottardo in Corte (Via Pecorari, 2 – Milano) e vedrà gli interventi di Mons. Gianantonio Borgonovo, di Giuliano Boccali, per oltre quarant’anni professore di Indologia e Lingua e letteratura sanscrita all’Università degli Studi di Milano, e in precedenza della stessa disciplina e di Religioni e filosofie dell’India a Venezia, Ca’ Foscari, e di Chiara Bellini, ricercatrice in Tibetologia e Storia dell’arte himalayana all’Università di Bologna.

Punto di partenza è la recentissima pubblicazione in Febbraio 2017 dell’opera più importante e prestigiosa del 900 italiano nel campo degli studi sull’Oriente, Indo-Tibetica di Giuseppe Tucci (1894-1984), tibetologo, esploratore, storico delle religioni, scienziato, punto di riferimento per gli studiosi del mondo orientale mondiale (in cinque volumi per totali otto tomi della collana «Le Tradizioni», Luni Editrice, Milano, 2017, per un totale di circa 2.000 pagine).

La straordinaria e rarissima documentazione, frutto delle spedizioni scientifiche condotte dal Tucci stesso tra la fine degli anni venti e gli anni trenta, è considerata un monumento dedicato all’arte, alla scultura e ai templi del Tibet, in un’impresa editoriale titanica di far conoscere un mondo completamente sconosciuto a noi occidentali, e non solo agli studiosi di tibetano e agli indologi.

La prestigiosa documentazione è particolarmente preziosa perché negli anni successivi moltissimi monasteri e opere d’arte sono andati distrutti. Qui possiamo ancora trovare le fotografie originali di luoghi ormai scomparsi, una quantità immensa di templi e statue, mappe e cartine, oltre a decine di pagine di testi canonici perfettamente riprodotti nella lingua e scrittura originale.

Quest’opera manca dal mercato e panorama editoriale italiano fin dalla sua apparizione: le poche copie presenti nelle biblioteche italiane, come le rarissime copie del mercato dell’antiquariato librario, la quasi totale mancanza dell’opera completa nelle biblioteche private degli studiosi, ne hanno fatto un mito quasi inaccessibile.

La ripubblicazione totale dei sette tomi come apparvero nell’edizione originale (diventati otto per l’aggiunta di un volume per le grandi tavole e cartine), riportando esattamente le pagine nello stesso formato e con gli stessi caratteri al piombo, senza averne alterato in nulla la bellezza, è stata pensata per rendere fruibile a tutti uno dei capolavori della cultura italiana del novecento.

Le fotografie che compaiono nei testi furono scattate durante le spedizioni di Tucci con l’unico intento di documentare i templi, le statue e gli oggetti che aveva avuto dinnanzi.

Anche la carta utilizzata per questa edizione è quasi identica a quella usata all’epoca di Tucci; l’Editore non ha voluto usare la carta patinata per le fotografie per non snaturare la bellezza delle immagini dei templi così antiche e meravigliose.

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