Tre installazioni dell'artista in tre diverse chiese del centro a Milano: San Simpliciano, San Raffaele, San Bernardino alle Ossa. «Un’ottima iniziativa nel tema di Arte e Fede che cerca di avvicinare gli artisti contemporanei al mondo del “Sacro”», come spiega mons. Sguaitamatti.

“Silenzio” è il titolo della mostra di Ferruccio Ascari che, dal 13 ottobre al 1 dicembre 2017, sarà ospitata in contemporanea in tre luoghi nel cuore di Milano, straordinari per valore storico e artistico: il chiostro piccolo della Basilica di San Simpliciano, la Rettoria di San Raffaele, la Cappella di San Bernardino alle Ossa.

Per quest’occasione l’artista ha realizzato una serie di opere specificatamente concepite per questi tre luoghi di culto, studio e silenzio. Il visitatore è invitato a compiere il tragitto che collega le tre sedi: spazi carichi di storia e tuttavia capaci di stabilire una dialettica stimolante e ricca di senso con la contemporaneità. «Un’ottima iniziativa nel tema di Arte e Fede che cerca di avvicinare gli artisti contemporanei al mondo del “Sacro”», spiega mons. Domenico Sguaitamatti, collaboratore dell’Ufficio per i Beni culturali dell’Arcidiocesi di Milano e rettore di San Raffaele.

Nel lavoro di Ferruccio Ascari, il rapporto tra l’opera e lo spazio è sempre stato un elemento centrale già a partire dalle installazioni ambientali realizzate dalla metà degli anni ‘70 in poi: in molte di esse il luogo rappresenta un aspetto fondamentale dell’opera. Qui l’artista si misura per la prima volta con lo spazio sacro: intessendo una fitta trama di suggestioni, le sue opere invitano alla riflessione e all’ascolto, condizione necessaria affinché le cose possano svelare la loro essenza e diventare oggetto di contemplazione.

In San Simpliciano, al centro dello spazio a cielo aperto del chiostro piccolo attiguo alla Facoltà di Teologia, è collocata Luogo Presunto, un’installazione composta di una serie di esili sculture in filo di ferro. Si tratta in qualche modo di architetture. Architetture fragili, filiformi che si dispongono nello spazio senza un ordine apparente e sembrano rispondere ad un puro impulso di espansione. Sono edifici elementari, di incerta stabilità che hanno un rapporto precario con il suolo. Archetipi di edifici che da un momento all’altro potrebbero prendere il volo. Il titolo, Luogo Presunto, indica in effetti un luogo immaginario, di cui non è certa l’esistenza, che ha la stessa consistenza di un miraggio, di un sogno.

In San Raffaele, l’artista ha collocato tre opere: Silenzio, Amen e Logos. Allineate secondo una fuga prospettica che parte dalla navata centrale per giungere sino al ciborio sopra l’altare, attraversano lo spazio della chiesa invitando ad un percorso che dalla soglia conduce sino al suo luogo più santo. La prima opera è un grande telo di lino sospeso all’inizio della navata centrale che reca ricamata in oro la parola ‘silenzio’ e racchiude l’intento centrale di questa mostra: l’invito a disporsi all’ascolto e al silenzio interiore.

Silenzio rappresenta inoltre il primo gradino all’interno di un percorso ascendente – in senso letterale, ma anche mentale – che conduce alla seconda opera, Amen, parola ebraica letteralmente traducibile con ‘così è’. Sospesa al di sopra dei gradini che portano all’altare, Amen è un trittico in cui è presente un esplicito riferimento alle iconostasi orientali. Come molte opere di pittura di Ascari, è realizzata con la tecnica dell’affresco riportato su tela; qui l’artista coniuga l’affresco col fondo oro, chiaro rimando alla tradizione della pittura italiana duecentesca, ma anche all’icona bizantina e al suo significato teologico oltre che artistico.

La terza opera, Logos, segna il punto più alto di questo percorso ascendente ed è collocata sopra l’altare, al centro del ciborio. Logos è un uovo aureo, simbolo di vita e di rinascita in tante culture antiche come anche nella tradizione cristiana.

In San Bernardino alle Ossa il tragitto di questa mostra trova compimento e rivela il suo senso complessivo. Interamente rivestito di teschi e ossa, questo luogo invita a riflettere sulla transitorietà di ogni cosa, divenendo esso stesso contenuto e centro di tutta questa mostra. Qui, volutamente, la scelta dell’artista è stata quella di collocare opere dalla ‘voce sommessa’ che si integrano con questo luogo ‘speciale’ per continuità, evitando di sovrapporsi alla suggestione che da esso emana. Ex-voto 1, Ex-voto 2, Ex-voto 3, le tre opere presenti in questo luogo rimandano agli autentici ex-voto che ricoprono le pareti del corridoio antistante l’Ossario: con essi intrattengono un dialogo che suggerisce una riflessione sulla somiglianza, ma anche sulla differenza.

Al di là di un certo rimando formale con quei manufatti, che altro non pretendono di essere se non segni di devozione per grazia ricevuta, queste tre opere si situano in un diverso orizzonte: quello dell’arte che è continua interrogazione, ricerca di uno spazio ulteriore rispetto alla quotidianità dell’esistenza.

Da ultimo, in un piccolo vano a lato del corridoio che conduce all’Ossario troviamo Rumore, un video girato dall’artista in occasione di questa mostra. Un enigmatico personaggio visto di spalle, di cui non si vede mai il volto, percorre un tragitto che lo porta dall’uno all’altro dei tre luoghi in cui la mostra si snoda. La sua è una presenza che crea sconcerto: ogni volta qualcuno dei fedeli presenti si gira verso di lui e gli intima il silenzio, ogni volta l’uomo se ne va. Nella scena finale la sua figura sembra abbandonare la terra e dissolversi nel nulla. Anche in questo caso siamo invitati a porci molte domande: la libertà di interpretare è lasciata a chi guarda. Questo spazio di libertà che si apre e si rinnova ad ogni nuovo sguardo fa sì che un’opera, se riesce a parlare a qualcuno, sia una cosa viva il cui significato, mai definitivo, conosce una continua rigenerazione.

Ferruccio Ascari (1949) vive e lavora a Milano. Nel ’73 dopo la laurea in Filosofia inizia ad interessarsi al pensiero orientale che eserciterà in seguito una notevole influenza sul suo percorso artistico: a metà degli anni Settanta intraprende l’attività artistica che alterna a frequenti viaggi in India che gli consentono di approfondire la conoscenza della filosofia e della pratica dello yoga. I suoi esordi, lo vedono impegnato sul fronte di installazioni site specific e della contaminazione fra arti visive e arti del tempo (musica, danza, performance), ma anche della pittura e della scultura, con un’apertura nei confronti dei diversi linguaggi dell’arte che caratterizza tutto il suo percorso artistico.

In questi anni il suo lavoro ottiene l’attenzione internazionale con la partecipazione ad un progetto speciale della Biennale di Venezia (1980), alla mostra “Arte italiana 1960-1982” (ICA Gallery, Londra, 1982) e, nello stesso anno, alla Biennale Giovani di Parigi. A partire dalla metà degli anni ’80 si concentra sulla pittura e sulla scultura, in particolare sulla tecnica dell’affresco riportato su tela: molte delle sue opere di questo periodo sono esito di una processualità che viene preordinata con l’intento di mettere a nudo le proprietà dei materiali, il loro modo di rispondere al tempo trasformandosi. Negli ultimi anni, le sue opere – grandi disegni a nerofumo su carta, carte traforate, sculture in ferro, in terracotta – si allontanano sempre più da una prospettiva antropocentrica per accogliere forme e forze legate ai cicli della natura: esito di un’indagine sull’origine della forma intesa come manifestazione di un’energia che è perenne dialettica tra permanenza e mutamento.

Le opere di Ferruccio Ascari sono state esposte, in importanti istituzioni pubbliche e private.

Ferruccio Ascari, Silenzio

Milano, 13 ottobre-1 dicembre 2017

Mostra personale a cura di Daniela Cristadoro e Matilde Scaramellini

Chiostro piccolo di San Simpliciano. Ingresso da via dei Cavalieri del S. Sepolcro, 3
lunedì: 8.30-13.00 / 14.00-18.00, martedì-venerdì: 8.30-19.15, sabato: 09.00-18.30, domenica chiuso

Chiesa di San Raffaele, Via S. Raffaele, 4.
Lunedi-venerdì: 9.00-18.30, sabato: 15.00-18.30, domenica: 16.00-18.30

San Bernardino alle Ossa, Via Verziere, 2.
Lunedì-venerdì: 8.00-18.00, sabato: 9.30-18.00, domenica chiuso

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