Da Aiart, Corecom e Università cattolica il progetto orientaserie.it, una vera e propria «stella polare» nella navigazione mediale delle famiglie

di Gabriele LINGIARDI

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Il mondo dell’intrattenimento audiovisivo sta vivendo, da una decina di anni, uno dei più grandi cambiamenti della sua storia. L’offerta «home video» ha superato il confine dell’apparecchio televisivo e si è trasferita in una moltitudine di schermi che portiamo ovunque con noi. Guardiamo immagini in movimento mentre anche noi ci muoviamo. Le fruiamo dal computer, dal tablet, ma anche dai pixel dello smartphone. E mentre gli schermi si moltiplicano, ecco decuplicata anche l’offerta di serie tv e di programmi di intrattenimento. Sono prodotti sempre più validi, coinvolgenti e complessi. Il pericolo per lo spettatore è però di essere travolto dall’alta marea di contenuti senza strumenti per gestirli.

Per offrire un aiuto concreto l’Aiart (Associazione cittadini mediali) ha unito le forze con il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) della Lombardia e l’Università cattolica di Milano dando il via al progetto orientaserie.it; una vera e propria «stella polare» nella navigazione mediale delle famiglie. I redattori del sito provengono dal master International Screenwriting and Production della Cattolica di Milano e sono professionisti nel campo dello storytelling. Per questo motivo il portale offre recensioni e schede di analisi del prodotto seriale da un punto di vista diverso. La prospettiva non è solamente estetica, ma attenta alla comprensione della struttura narrativa e dei valori espressi. Insomma: una risorsa per documentarsi su un mondo nel quale gli adolescenti trascorrono una buona parte del loro tempo libero; una bussola per conoscere e valutare le serie tv.

La piattaforma nasce da un’idea di Stefania Garassini, presidente dell’Aiart di Milano, l’associazione culturale orientata alla formazione e tutela del cittadino mediale. «Basta guardare per quanto tempo i ragazzi sono immersi nelle serie tv per capire l’importanza che rivestono nello sviluppo emotivo dei nostri giovani – afferma Garassini -. “Orientaserie” è quindi uno strumento per informare i genitori sulle tematiche e i personaggi che popolano l’immaginario dei figli, per instaurare un dialogo costruttivo tra generazioni».

Per ogni serie le schede sono suddivise in sezioni: inizialmente viene raccontata la trama, poi espresso un giudizio riassuntivo con la qualità generale, quella educativa e l’età a cui è rivolta la serie. Sono inoltre evidenziate eventuali scene sensibili e le domande di discussione suscitate dalle storie. Il sito è da poco online con un’ottima risposta da parte del pubblico. Ma è solo l’inizio: il progetto è ambizioso e aperto a tutti gli enti che vogliano dare il loro contributo per garantire la sostenibilità e l’ampliamento del database.

Armando Fumagalli, direttore del master, ha contribuito con la sua esperienza all’iniziativa con l’obiettivo di arrivare, nel giro di qualche mese, a creare un database di più di 50 schede. Il focus è mirato soprattutto alla serialità adolescenziale, ma anche alla scoperta di titoli passati in sordina. Fumagalli spiega: «Abbiamo inserito per esempio la serie Sotto copertura, poco conosciuta, ma molto valida. La riteniamo un altro verso della medaglia mostrata in Gomorra. Ma anche The Good Place, che attraverso la commedia parla di temi esistenziali. La narrazione contemporanea – continua – è intrisa di valori ed è vista dai giovani come una guida per le scelte di vita. Le storie ci influenzano anche se non ce ne accorgiamo. Un esempio? Quante persone hanno scelto di fare l’insegnante dopo avere visto L’attimo fuggente? Ecco quindi perché abbiamo dato il via al sito: perché crediamo che attraverso il confronto attivo con il racconto si possa capire il valore delle cose e delle nostre azioni».

 

 

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