Al Concorso di composizione hanno partecipato 62 giovani talenti da tutto il mondo: il vincitore vedrà la sua partitura pubblicata da Ricordi e la prima esecuzione mondiale in Cattedrale per MITO

di Loris CANTARELLI

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L’arte, la musica e il turismo sono l’unico, vero petrolio italiano, e la loro valorizzazione, soprattutto di questi tempi, è quasi un imperativo morale per la rinascita del nostro Paese. Sembrava essere questa la vera e propria urgenza dietro i volti e la soddisfazione di Angelo Caloia (presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo) e Gianni Baratta (responsabile della comunicazione) con Enzo Restagno (direttore artistico del Festival MITO SettembreMusica, accanto alla segretaria generale Francesca Colombo), presentando con l’intera giuria al loro fianco il Concorso internazionale di musica sacra “Le armonie delle cattedrali e il segno di Costantino”, nell’ambito del 1700° anniversaio dell’Editto di Milano. Presieduta dallo spagnolo Luis de Pablo (giunto appositamente da Madrid), la giuria vanta un alto profilo culturale e internazionale, rappresentato dallo stesso Restagno, dal londinese George Benjamin, da Azio Corghi, Fabio Vacchi e dal Maestro della Cappella Musicale del Duomo don Claudio Burgio.

La prima fase del Concorso si è conclusa il 31 maggio 2013 e ha visto l’adesione di giovani talenti dall’Italia, dall’America, dall’Australia, dal Sudafrica, dalla Germania, dalla Svizzera, dall’Ungheria, dalla Polonia e da molti altri Paesi. Tra loro la giuria, entro il 26 giugno, designerà il vincitore che, oltre al riconoscimento di un premio in denaro, avrà la partitura pubblicata da Casa Ricordi (rappresentata in conferenza stampa da Cristiano Ostinelli) e la prima esecuzione in Duomo, con l’Orchestra e Coro Sinfonico di Milano “Giuseppe Verdi”, mercoledì 18 settembre, nell’ambito del Festival MITO SettembreMusica (che ogni anno supera le 100 mila presenze soltanto a Milano). Perché, come ha sottolineato il presidente Caloia, la musica è un «linguaggio universale con il quale l’uomo dialoga con Dio».

“Armonie in Duomo nel segno di Costantino” è lo spirito con cui il Concorso è stato promosso: l’uomo medievale riteneva infatti che l’architettura religiosa dovesse ispirarsi a precise proporzioni geometriche, derivanti dallo studio dell’universo e di origine divina. La cattedrale gotica, sublimando ai massimi livelli la potenza della preghiera nell’esaltazione delle sue dimensioni (dove le armonie si rincorrono tra di loro tra poderose arcate), era infatti considerata una grande composizione corale, in grado di risuonare in armonia con le sfere celesti.

Da mezzo millennio il suono dell’organo e della voce umana accompagnano la quotidianità della Veneranda Fabbrica e del popolo milanese: tra i blocchi di marmo del Duomo, materiale vivo e in grado di rispondere alle sollecitazioni umane con un’energia straordinaria, gli oltre 45 Maestri della Cappella Musicale hanno lasciato il proprio segno, donando emozioni senza tempo. Nel passare dei secoli la Fabbrica ha raccolto nel Fondo Musicale del suo preziosissimo Archivio pagine di inestimabile valore dal XV secolo a oggi: alcune sono state mostrate come occasione preziosa, dopo l’anteprima della Sala delle Colonne del Grande Museo del Duomo, per raccontare una vicenda tanto importante quanto ben poco conosciuta per la cittàe per presentare il riallestimento dell’Archivio della Veneranda Fabbrica, in vista dell’inagurazione del prossimo 4 novembre 2013.

L’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo, dichiarato il 16 maggio 2012 d’interesse storico di particolare importanza dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, custodisce il complesso documentario relativo alla costruzione della Cattedrale e gli atti riguardanti enti e persone entrate in contatto con la Fabbrica negli oltre sei secoli della sua storia. Nuove sale e allestimenti ora in rifacimento permetteranno con la ripresa delle attività autunnali di conoscere e consultare ancora meglio le oltre 500 mila cartelle (il documento più antico è del 1145) e più di 40 mila immagini (dalla seconda metà del XIX secolo), anche attraverso speciali scaffalatue compattabili automatizzate, nel rispetto dei parametri di sicurezza e principi di controllo nei punti di rischio. Un ulteriore, moderno segnale del legame fra il Duomo e la città che lo ha voluto e tuttora lo conserva.

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