Il nuovo Museo della chiesa dei gesuiti milanesi presenta una piccola rassegna con tre capolavori tutti da scoprire, che raccontano la nascita di Gesù attraverso i colori del Baciccio, di Pietro Della Vecchia e di Paolo De Matteis. Fino al 22 dicembre.

di Luca FRIGERIO

«Natività», Paolo De Matteis San fedele

La luce è vita. Delle nostre vite, così spesso oscurate da miserie e paure. Luce che illumina le menti ottenebrate, spente, buie. Luce che squarcia le tenebre del peccato, che attraversa le nebbie stagnanti del quotidiano. Luce che salva: «Io sono la luce del mondo», dice il Signore. Luce che sorge a Betlemme, aurora di un nuovo giorno per tutto il mondo.

La luce risplende, nelle sale del nuovo, intrigante museo della chiesa di San Fedele a Milano. Dove in questi giorni d’Avvento sono esposti tre deliziosi dipinti che hanno per tema la nascita di Gesù, provenienti da collezioni private e inediti per il pubblico ambrosiano.

Una piccola ma significativa esposizione che ha il suo fulcro nella bellissima tela di Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio (o Baciccia), protagonista del barocco romano del secondo Seicento, tanto da essere definito il “Bernini pittore”. E per l’artista genovese, infatti, giunto nella Città eterna appena diciottenne (orfano di entrambi i genitori), Gian Lorenzo Bernini fu effettivamente modello e mentore, padre e guida, introducendolo negli ambienti della corte pontificia e favorendogli importanti commissioni, come quella per la volta, magnifica, della chiesa del Gesù.

L’Adorazione dei pastori del Baciccio presentata al San Fedele appare come una rielaborazione in scala ridotta – misura infatti circa 50 centimetri per lato – della grande pala che Gaulli realizzò per la chiesa di Santa Maria del Carmine a Fermo, nel 1687. Un dipinto che potrebbe essere dunque di poco posteriore a quella data, sempre che, invece, esso non sia una sorta di “modelletto” dello stesso capolavoro marchigiano, ovvero la prima versione scaturita di getto dalla mano e dal genio del pittore, da sottoporre all’approvazione dei committenti.

Come diversi altri artisti dell’epoca, del resto, se il Baciccio si dimostra aulico e teatrale nelle sue grandiose scenografie, è proprio nelle composizioni di piccolo formato che egli rivela tutta la sua qualità di affabulatore, dove il colore si fa emozione e le figure si animano di vita vera, protagoniste delle loro storie e non semplici “attori” di vicende stancamente recitate…

Una Madonna dal volto di porcellana offre agli sguardi stupiti e grati dei presenti – i pastori, certo, ma anche una giovane donna con la sua bambina – il divino infante, che con il visino paffuto e un po’ imbronciato si volge verso noi spettatori, che ci sentiamo così immediatamente e naturalmente coinvolti nell’atmosfera serena e commovente della notte santa. Pure Giuseppe, e non è per nulla scontato nell’iconografia di questo soggetto, chiama e invita all’adorazione del Dio che si è fatto uomo per amore, tenera creatura indifesa dalla pelle rosea e profumata verso cui anche il bue protende curioso il suo muso.

Esultano gli angeli, cantano i cherubini, mentre un globo di luce avvolge la mangiatoia, come un piccolo sole: «Sole che sorge per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della pace», come profetò Zaccaria.

Una luce che promana anche dalle altre due opere in mostra al Museo San Fedele, entrambe Natività: quella, dolce e delicata, di Pietro Della Vecchia, pittore veneziano che conobbe la rivoluzione del Caravaggio grazie al suo giovanile soggiorno romano e per tramite dell’amico e concittadino Carlo Saraceni; e quella, impetuosa e sfolgorante del napoletano Paolo De Matteis, allievo di Luca Giordano e fortemente ispirato dalla lezione del Maratta.

Luce che avvolge e che irrompe. E che non è soltanto il bagliore di una vita che nasce, lo splendore del Verbo incarnato, ma già diventa anche annuncio di vita eterna, alba di risurrezione.

La mostra Cristo luce del mondo è aperta fino al 22 dicembre a Milano, presso il Museo San Fedele (piazza San Fedele).
Ingresso 2 euro.
Giorni e orari: mercoledì, giovedì, venerdì ore 14-18 (la visita è sospesa durante le celebrazioni).
Info: tel. 02.863521, www.sanfedeleartefede.it

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