Preferiti anche i romanzi d’amore e i testi per la preparazione di esami e concorsi. Secondo i dati Nielsen presentati al salone di Torino, nel 2016 cambiano i gusti

di Rino FARDA

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Nonostante gli onnipresenti profeti di sventura, il mercato del libro continua a crescere. La vera sorpresa è però data dai settori che stanno trainando questa nuova primavera dell’editoria italiana. Nei primi tre mesi dell’anno la crescita dei trend di vendita è stata causata soprattutto dai romanzi d’amore, dai libri sulla cristianità, dai testi per la preparazione di esami e concorsi e dalle pubblicazioni dedicate al tempo libero e al lifestyle. Sono questi i generi che hanno spinto le vendite da gennaio ad aprile nei canali trade (librerie, librerie online con esclusione di Amazon). Lo si legge nei dati che Nielsen ha monitorato per l’Associazione italiana editori (Aie). Il report è stato presentato in questi giorni al Salone internazionale del libro di Torino nell’ambito di un convegno su “Sarà tutta un’altra storia – Il nuovo inizio del XXI secolo”. Nello scorso anno, l’impulso era stato dato soprattutto dai libri per bambini e ragazzi. Nel 2016 però le tendenze sono cambiate. «Gli italiani, con i loro acquisti – dicono gli esperti dell’Aie -, virano su generi completamente diversi, lasciandosi alla spalle la fiction, il genere erotico, persino il food e drink. Una virata che mostra le inconsuete ricchezze e articolazioni dell’offerta messa in campo dagli editori italiani che offrono al loro pubblico evasione con la narrativa ma anche strumenti per affrontare i problemi (i concorsi!) della vita quotidiana».

I dati quindi sono positivi anche se non mancano i motivi di preoccupazione.

Nei canali trade il primo trimestre fa registrare un +0,1%, una conferma rispetto alla chiusura del 2015, in cui il dato complessivo annuale risultava del +0,7% e che, comprendendo anche gli e-book, raggiungeva il +1,6% (Stima Ufficio studi Aie).  Resta invece in area negativa il numero delle copie vendute: in valori assoluti significa 800mila libri di carta in meno (-3,4% rispetto allo stesso periodo del 2015), compensate, quasi certamente, dal maggior numero di italiani che si creano mix personali di carta e digitale, lettura su e-reader e sempre di più anche sugli smartphone.

Nella divisione dei generi del 2016, il dato più significativo è nella crescita della “specialistica”. Una copia ogni dieci (in crescita, nel 2015 era 1 su 11) di quelle vendute in Italia in questi primi quattro mesi del 2016 sono infatti testi per concorsi, professionali, management, critica letteraria… Resta stabile il peso dei libri per bambini e ragazzi (più di 2 libri venduti su 10 nel 2016 riguardano questo genere, il 22%), la saggistica (il 16%) e le guide. Perde ancora terreno la fiction: oggi quasi 4 libri venduti su 10 riguardano ancora questo genere, ma in progressivo calo (si passa dal 38,9% del 2015 al 37,5% di quest’anno).

Secondo l’Aie, i libri si comprano ancora nelle librerie tradizionali. Anche in questo caso, però, i segnali sono altalenanti. Mentre sono positivi i dati delle librerie indipendenti, soffre invece la Gdo, e cioè la Grande distribuzione organizzata. Il mercato degli e-book è cresciuto del 25,9% attestandosi su un fatturato di 51 milioni di euro, pari al 4,2% del mercato trade. I titoli di carta pubblicati sono stati 62.250 (in diminuzione dell’1,8%); quelli digitali (nei diversi formati) hanno raggiunto quota 62.544 (in crescita del 16,3%). Sono cresciuti dell’11,7% i titoli di cui si sono venduti all’estero i diritti.

«Il mercato ha invertito la tendenza alla contrazione – ha detto il presidente di Aie, Federico Motta -. Questo valore potrebbe essere più alto se conoscessimo i dati di Amazon e se potessimo stimare in modo preciso l’e-book».

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