Intervista a Cornelia Dell’Oro, direttrice del Coro Giovanile San Pietro al Monte, tra i protagonisti della dodicesima edizione del Festival internazionale “Zelioli”

di Marcello VILLANI

Cornelia Dell'Oro

Tra i cori protagonisti della dodicesima edizione del Festival internazionale di cori giovanili “Zelioli” (Lecco, 6-10 luglio) ci sarà anche il Coro Giovanile San Pietro al Monte di Civate, che l’anno prossimo festeggerà 70 anni, come corale mista e adulta: un coro non composto solamente da bambini, ma di “categoria B”, ovvero che include anche ragazzi dalle superiori all’università.

La formazione è diretta fin dalla sua nascita da Cornelia Dell’Oro, diplomata in didattica della musica e laureata in musicologia, oltre ad aver conseguito il diploma accademico di Musica corale e Direzione di coro presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como. «L’associazione corale San Pietro al Monte (che nel nome si rifà allo splendido convento romanico in procinto di entrare a far parte del patrimonio Unesco, ndr) comprende una corale di adulti (che intona polifonia sacra dal Medioevo fino alla musica sacra contemporanea) e una giovanile (con repertorio etnico, gospel, pop, e sacro) – spiega la direttrice -. Per noi cantare musica sacra sarà una prova significativa di crescita perché è un repertorio che non affrontiamo spesso». Ma già nel 2006, proprio al Festival “Zelioli” la Corale Giovanile San Pietro al Monte aveva ottenuto dalla giuria la summa cum laude. «In effetti fu una bella esperienza – conferma Cornelia Dell’Oro -. Me la ricordo con piacere perché eravamo due cori italiani e la competizione fu molto interessante. Parteciparono molti cori dell’Est e uno svedese e ci fece piacere competere a questi livelli».

Ma i cori giovanili italiani sacri sono un po’ “mosche bianche”? «Non direi – replica la conduttrice -. I cori giovanili ci sono e sono in crescita. Forse noi di Civate rappresentiamo un esempio particolare, in un paese che conta solamente 3500 abitanti, ma ben 70 coristi. Questo sì, è abbastanza inusuale. Ma di cori giovanili se ne sono sviluppati molti, probabilmente anche per la spinta arrivata dalla Feniarco, l’associazione nazionale che riunisce i cori italiani e che ha molti rapporti con l’estero: favorisce e stimola la nostra attività».

Il segreto della corale civatese, però, è nel suo sapersi rinnovare continuamente: «Il nostro intento è coltivare un vivaio di voci infantili e di evitare la dispersione dei ragazzi – precisa Cornelia Dell’Oro -. Arrivati alla terza media, spesso sviluppano interessi nelle più svariate direzioni senza pensare al coro. Noi cerchiamo di tenerlo vivo proponendo un repertorio il più possibile diretto e in sintonia con i gusti dei ragazzi. Civate ha sempre avuto questa tradizione corale e quel che si è fatto negli ultimi 15-20 anni è stato allargare l’esperienza degli adulti verso un repertorio sempre più giovane…».

 

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