Sulla scia delle mostre milanesi appena concluse, una nuova rassegna alla galleria Deodato Arte propone 60 opere grafiche del maestro russo, fra episodi biblici e miti antichi.

Sulla scia delle mostre milanesi al Palazzo Reale e al Museo Diocesano appena concluse, la galleria Deodato Arte propone una nuova rassegna dedicata a Chagall: L’arte è uno stato d’animo, che comprende 60 opere grafiche, in esposizione fino al 28 febbraio.

I lavori raccontano l’universo dell’artista e percorrono gli aspetti spirituali, fantastici e legati alla realtà, attraverso l’inconfondibile impatto cromatico e il dinamico segno grafico che contraddistinguono l’arte di Marc Chagall.

Si tratta di litografie e incisioni tutte pubblicate su catalogo appartenenti al vasto corpus di opere grafiche realizzate durante tutto il corso della sua carriera artistica, oltre ad acqueforti e litografie a corredo di importanti libri, illustrati dall’artista, fra cui La Bible (la Bibbia), tavole cui si dedicò con passione a partire dagli anni trenta, Daphnis et Chloé (Dafni e Cloe), De Mauvais Sujet, Le Cirque, Derriere le mirroir.

Fra le tavole che illustrano la Bibbia ricordiamo David à la Harpe (1956), David et Bethseb (1956), Moise (1956), dallo stile drammatico e potente, che ricondussero l’artista nell’origine ebraica della propria spiritualità.

Un’ambientazione bucolica e mediterranea, in cui è fedelmente riprodotta l’atmosfera della favola, sono le illustrazioni per il testo ellenistico Daphnis et Chloé realizzate dal 1952 dove a colori accesi si alternano tonalità delicatissime. Ne sono esempio le litografie Enlèvement de Chloé, Le Jugement de Chloé, Hymenée datate 1961.

Di forte impatto sono le litografie Bonjour sur Paris (1952), Couple et Poissons (1967), L’equilibriste (1967) dai toni evocativi e dal forte lirismo pittorico che mettono in luce la sottile linea tra la forza della realtà e la magia del sogno.

Chagall, uno degli artisti più importanti del secolo scorso, seppur si sia avvicinato a molte avanguardie ha sempre codificato un linguaggio artistico personale. Surrealismo, cubismo, fauvismo, religione e tradizione ebraica russa sono alcuni degli elementi che emergono di volta in volta dalle opere in mostra, appartenenti ad un vasto arco temporale, e presentano il caleidoscopico mondo interiore dell’artista accanto all’evoluzione del suo immaginario fantastico.

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