Un grande progetto che coinvolge dieci musei lombardi: per passare dalla "conservazione" alla "promozione" della cultura, puntando soprattutto sui giovani artisti.

di Ylenia SPINELLI
Redazione

Si chiama Twister, traducibile come “vortice”, “tornado”, e mai nome fu più indicato per un progetto coinvolgente e dinamico che ha per scopo quello di creare una rete tra i musei della Lombardia per l’arte contemporanea. Questo modello innovativo di alleanza tra dieci musei lombardi (il Fai con la villa e la collezione Panza di Varese, la Fondazione Stelline di Milano, la Galleria del Premio Suzzara a Mantova, la Gam Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Gallarate, la GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, il MAM Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti a Mantova, il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio, il Museo di Arte Contemporanea di Lissone, il Museo del Novecento di Milano e il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate) è stato inaugurato nei giorni scorsi ed è stato promosso e fortemente voluto dall’Assessorato Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, con il contributo della Fondazione Cariplo. Si chiama Twister, traducibile come “vortice”, “tornado”, e mai nome fu più indicato per un progetto coinvolgente e dinamico che ha per scopo quello di creare una rete tra i musei della Lombardia per l’arte contemporanea. Questo modello innovativo di alleanza tra dieci musei lombardi (il Fai con la villa e la collezione Panza di Varese, la Fondazione Stelline di Milano, la Galleria del Premio Suzzara a Mantova, la Gam Civica Galleria d’Arte Contemporanea di Gallarate, la GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, il MAM Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Gazoldo degli Ippoliti a Mantova, il Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio, il Museo di Arte Contemporanea di Lissone, il Museo del Novecento di Milano e il Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate) è stato inaugurato nei giorni scorsi ed è stato promosso e fortemente voluto dall’Assessorato Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, con il contributo della Fondazione Cariplo. Nuova arte, grandi opere «Siamo partiti dall’idea che oltre alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio artistico, fosse importante anche la produzione di cultura», ha spiegato l’assessore Massimo Zanello. E infatti il progetto è nato allo scopo di selezionare, esporre ed acquisire opere di arte contemporanea “site specific” e “site related”, ovvero progettate e prodotte ad hoc per un determinato museo, tramite un concorso internazionale. «Ci siamo calati nel ruolo di committenti – ha aggiunto Zanello- perché crediamo che Milano e la Lombardia siano un territorio con una grande storia, ma votato al futuro, all’innovazione. Con questo progetto abbiamo prodotto nuova arte, i posteri diranno se saranno grandi opere». Da una prima selezione di sessanta artisti, grazie alla collaborazione di curatori e critici d’arte contemporanea operanti nelle maggiori istituzioni europee, sono stati alla fine prescelti dieci nomi a cui sono state commissionate dieci opere. «Ci teniamo a precisare- ha spiegato Emma Zanella, direttore della Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate che ha assunto il ruolo di capofila del progetto- che i dieci artisti sono stati scelti non solo in base al nome e al curriculum, ma soprattutto valutando il progetto che doveva essere capace di entrare in sinergia con il territorio in cui il museo si trovava e in relazione con il pubblico». Dal varesotto al mantovano Le opere realizzate sono perciò molto diverse l’una dall’altra, ma tutte di grande potenza espressiva. A cominciare da Loto che Mario Airò ha realizzato per la Fondazione Stelline di Milano. L’opera, realizzata in fibre ottiche full ligh, con la sua forma lobata e vegetale rimanda alla cultura leonardesca milanese, in modo particolare all’affresco della Sala delle Asse del Castello Sforzesco. Un paesaggio da lontano, intervento sulla cancellata leggera tra il nuovo museo e la città, è invece l’opera realizzata da Massimo Bartolini per la GAM di Gallarate. Si passa poi da Codice Spaziale, un poetico neon di Carlo Bernardini all’esterno del MAM Museo di Gazoldo degli Ippoliti ad Untitle , la roulotte argentata di Loris Cecchini che funzionerà come infopoint della Galleria del Premio Suzzara. Da Dietro di sé di Chiara Dynys, un segno luminoso che cresce e si sostiene sospeso nel tempietto di villa Panza a Per Grazia ricevuta del gruppo Madame Duplok che, proprio per coinvolgere gli abitanti della città, ha avuto l’idea di attaccare manifesti nelle strade e tessere sulla facciata del museo Bodini di Gemonio, in provincia di Varese. Percorsi originali, ma unitari E poi ci sono Monumento Momentaneo, l’istallazione di Lara Favaretto realizzata per la GAMeC di Bergamo, Welcome di Maik e Dirk Löbbert, un enorme tappeto rosso ben augurante per la nuova sede della GAM di Gallarate. Davvero originale anche il percorso di visita creato da Marzia Migliora per il Museo del Novecento di Milano, intitolato Quelli che trascurano di rileggere si condannano a leggere sempre la stessa storia e la poetica mappa cittadina realizzata da Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini con il contributo dei bambini della scuola materna di Lissone. A dare unità a questi dieci progetti ci ha pensato l’artista israeliana Ofri Cnaani, autrice di un intervento artistico in rete intitolato Dreams and Dramas, dieci videoinstallazioni proiettate su vetrate visibili sia dall’interno che dall’esterno, strettamente legate all’identità e alle caratteristiche di ciascun museo per il quale sono state realizzate. A completare la rete virtuosa di Twister rimane un solo nodo, ovvero la possibilità di avere un unico biglietto per tutti e dieci i musei, alcuni dei quali molto distanti fra loro, ma gli organizzatori assicurano che ci stanno lavorando. Per informazioni, www.twisterartecontemporanea.it

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