Con le�esposizioni in programma dal 10 settembre alla Ambrosiana e in Santa Maria delle Grazie, parte il percorso che entro il 2015 metterà in�mostra l'intero complesso di "fogli" leonardeschi

Annamaria BRACCINI
Redazione

Mostre, rassegne, iniziative, anzi “intraprese”, con un termine che sarebbe piaciuto all’indiscusso protagonista della grande serie di esposizioni in programma da settembre: “Maestro Leonardo fiorentino in Milano”. Città che, già ai suoi tempi, era crocevia internazionale di commerci, ma anche capitale della cultura.
Perché a Milano, più che a Roma, si respiravano l’innovazione e il progresso. Poi c’erano signori generosi come Ludovico il Moro, ai cui servigi pose il suo genio appunto Leonardo: immaginando – con intuizioni spesso avanti di secoli – macchine di pace e da guerra, armature e corazze, disegnando fortezze, bastioni e cannoni sulle pagine di ciò che sarebbe diventato il Codice Atlantico. Così si intitolerà la prima delle mostre dedicate al capolavoro vinciano: 1119 fogli che appartengono dal 1637 alla Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana, ora sfascicolati dopo un complesso intervento durato mesi ed effettuato mediante tecniche d’avanguardia proprio allo scopo di sistemarli singolarmente. Una sfida da non sottovalutare, pensando anche solo ai numeri “milanesi” dei disegni del da Vinci – migliaia -, rispetto a un patrimonio di circa 600 disegni che appartengono alla collezione reale di Windsor o alla trentina provenienti dal Codice Hammer e di proprietà di Bill Gates.
È dunque ovvio che proprio la prestigiosa istituzione voluta dal cardinale Federico Borromeo sia la prima promotrice dell’esposizione del Codice che, tuttavia, avrà una duplice cornice d’eccezione: non solo l’Ambrosiana, ma anche la Sagrestia del Bramante presso la basilica di Santa Maria delle Grazie. Dal 10 settembre i due siti ospiteranno a rotazione in speciali vetrine i disegni – 22 il Bramante e tra i 23 e i 25, la Pinacoteca -, con 4 rassegne diverse ogni anno, della durata media di 3 mesi, per rendere fruibile l’intero Codice entro il 2015. Luoghi, certo, tra i più nascosti e suggestivi della Milano rinascimentale e primoseicentesca, quasi il simbolo di un legame che attraversa le epoche, perché Leonardo e Bramante erano amici, lavorarono di frequente a poche centinaia di metri di distanza e sotto i cosiddetti “nodi” delle volte della Sagrestia delle Grazie (nello stesso complesso che ospita l’Ultima Cena) i due maestri si ritroveranno idealmente. Mostre, rassegne, iniziative, anzi “intraprese”, con un termine che sarebbe piaciuto all’indiscusso protagonista della grande serie di esposizioni in programma da settembre: “Maestro Leonardo fiorentino in Milano”. Città che, già ai suoi tempi, era crocevia internazionale di commerci, ma anche capitale della cultura.Perché a Milano, più che a Roma, si respiravano l’innovazione e il progresso. Poi c’erano signori generosi come Ludovico il Moro, ai cui servigi pose il suo genio appunto Leonardo: immaginando – con intuizioni spesso avanti di secoli – macchine di pace e da guerra, armature e corazze, disegnando fortezze, bastioni e cannoni sulle pagine di ciò che sarebbe diventato il Codice Atlantico. Così si intitolerà la prima delle mostre dedicate al capolavoro vinciano: 1119 fogli che appartengono dal 1637 alla Biblioteca-Pinacoteca Ambrosiana, ora sfascicolati dopo un complesso intervento durato mesi ed effettuato mediante tecniche d’avanguardia proprio allo scopo di sistemarli singolarmente. Una sfida da non sottovalutare, pensando anche solo ai numeri “milanesi” dei disegni del da Vinci – migliaia -, rispetto a un patrimonio di circa 600 disegni che appartengono alla collezione reale di Windsor o alla trentina provenienti dal Codice Hammer e di proprietà di Bill Gates.È dunque ovvio che proprio la prestigiosa istituzione voluta dal cardinale Federico Borromeo sia la prima promotrice dell’esposizione del Codice che, tuttavia, avrà una duplice cornice d’eccezione: non solo l’Ambrosiana, ma anche la Sagrestia del Bramante presso la basilica di Santa Maria delle Grazie. Dal 10 settembre i due siti ospiteranno a rotazione in speciali vetrine i disegni – 22 il Bramante e tra i 23 e i 25, la Pinacoteca -, con 4 rassegne diverse ogni anno, della durata media di 3 mesi, per rendere fruibile l’intero Codice entro il 2015. Luoghi, certo, tra i più nascosti e suggestivi della Milano rinascimentale e primoseicentesca, quasi il simbolo di un legame che attraversa le epoche, perché Leonardo e Bramante erano amici, lavorarono di frequente a poche centinaia di metri di distanza e sotto i cosiddetti “nodi” delle volte della Sagrestia delle Grazie (nello stesso complesso che ospita l’Ultima Cena) i due maestri si ritroveranno idealmente. Progetti e sinergie Eppure, non di sole mostre vivrà questo straordinario momento leonardesco – “momento” che durerà sei anni, divenendo la rassegna temporanea più lunga della storia -, per cui si è approntata una nutrita sequenza di progetti e di sinergie, anzitutto con le istituzioni. Basti pensare che un primo “assaggio” del Codice Atlantico è già fruibile gratuitamente a Palazzo Marino, dove fino al 31 agosto rimarranno esposti due fogli. Ma il pensiero va anche al recente G8, durante il quale i potenti del mondo hanno potuto ammirarne 8 pagine, giunte all’Aquila appositamente per l’evento, con l’obiettivo evidente di sensibilizzare e far conoscere un patrimonio assoluto.Così come intende fare con le sue scelte innovative – presentate ieri in un’affollata conferenza stampa – l’Ambrosiana. Alcune di livello davvero prestigioso, quali il nuovo accesso museale che porterà alla Sala Federiciana, raggiungibile ora attraverso un ulteriore scrigno di bellezza: la Sala Luini, affidata al restauro guidato da Pinin Brambilla Barcilon per diventare, in un concreto percorso vinciano, la Aula Leonardi, arricchita dal celebre ritratto di Musico, da opere di discepoli del Maestro e dalla misteriosa tela detta La duchessa del Cardinale. «Possiamo chiamarla così e, anche se è stata talvolta accostata in un suggestivo pendant al famosissimo “Musico”, parrebbe ora attribuibile a un pittore lombardo dell’entourage leonardesco», spiega monsignor Franco Buzzi, prefetto dell’Ambrosiana, che subito aggiunge: «Riteniamo, in ogni caso, di fare un buon servizio alla storia offrendo alla considerazione del pubblico il manufatto, così come è entrato nelle nostre collezioni con il cardinale Fededrico, che, lasciandolo alla Pinacoteca nel 1618, lo descriveva “di mano di Leonardo”». Multimedialità, solidarietà ed ecologia Insomma, tra novità, capolavori architettonici – anche il delizioso chiostro prospiciente la Sagrestia del Bramante sarà interamente restaurato per settembre -, meraviglie pittoriche, del disegno e della creatività mecenatistica, è la Milano che “pensa”, amando l’arte, a vincere guardando al futuro, anche con i nuovi strumenti della multimedialità: oltre ai 24 cataloghi dedicati alle singole mostre del Codice, sono infatti previsti dvd con ricostruzioni multimediali, cammini da giocarsi in chiave didattica, in collaborazione con scuole e parrocchie, prevendita di biglietti on-line o tramite call center (attivo al 051-5881589 dal 30 luglio) e presso gli sportelli delle filiali “Gruppo Ubi Banca”, l’Unione delle Banche Italiane, main sponsor delle iniziative. Biglietti che costeranno 10 euro per il Bramante, 15 per l’Ambrosiana, comprendendo nella visita anche la Pinacoteca e l’Aula Leonardi, 20 euro per l’ingresso cumulativo a entrambe le sedi.Interessante anche notare che il ricavato andrà a favore del restauro e nell’ottica della conservazione di opere dell’Ambrosiana e di alcuni Musei abruzzesi, danneggiati dal terremoto e che le rassegne saranno supportate da fonti di energia pulita, facendo della Pinacoteca il primo Museo “verde” d’Italia.Insomma, mostre che vogliono “colpire al cuore” con la bellezza, come si farà con un appuntamento per ora annunciato, che si profila di respiro internazionale e che intende passare il testimone leonardesco a Milano nel 2015, data dell’Expo: una esposizione, appunto, mondiale, promossa in collaborazione con l’Onu. E, allora, perché non sognare, vicino al Codice Atlantico, il “Windsor” o lo “Hammer” e accanto al Cenacolo, la Gioconda e la Vergine delle Rocce?

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