Il ritrovamento è avvenuto nel corso dei lavori di restauro dell'antica chiesa della Madonna delle Grazie: si tratta di importanti dipinti di scuola leonardesca.

Luca FRIGERIO
Redazione

La fondazione del santuario della Madonna delle Grazie nel quartiere dell’Ortica a Milano, già dedicato ai santi Faustino e Giovita, risale almeno al XII secolo, come testimoniata da documenti e da una preziosa immagine mariana di stile bizantineggiante. Oggi, nel corso di radicali interventi di restauro, una scoperta davvero importante: sotto i moderni intonaci, infatti, sono emersi affreschi di alta qualità databili all’inizio del XVI secolo e attribuibili ad un anonimo maestro seguace della lezione di Leonardo da Vinci. La fondazione del santuario della Madonna delle Grazie nel quartiere dell’Ortica a Milano, già dedicato ai santi Faustino e Giovita, risale almeno al XII secolo, come testimoniata da documenti e da una preziosa immagine mariana di stile bizantineggiante. Oggi, nel corso di radicali interventi di restauro, una scoperta davvero importante: sotto i moderni intonaci, infatti, sono emersi affreschi di alta qualità databili all’inizio del XVI secolo e attribuibili ad un anonimo maestro seguace della lezione di Leonardo da Vinci. Nella photogallery qua sopra si possono vedere, in anteprima, alcune immagini relative alla scoperta: si riconosce, in particolar modo, la scena dell’Assunzione di Maria, con il gruppo degli apostoli; ma anche la figura di sant’Ambrogio e quella di san Giovanni Battista. I dipinti sono stati rinvenuti nella ex sacrestia, che un tempo doveva essere un vero e proprio oratorio. Anche all’interno dell’attuale chiesa, tuttavia, nono sono mancate le scoperte. Su entrambe le pareti della navata, infatti, sono emersi dipinti e sinopie (cioè i disegni preparatori), raffiguranti una Vergine col Bambino fra i santi Rocco e Sebastiano; due santi identificabili, probabilmente, con i martiri Faustino e Giovita; un Cristo che porta la Croce. Anche questi lavori dovrebbero risalire al XVI secolo.Su Milano7, inserto domenicale del quotidiano Avvenire , del 31 maggio, un ampio servizio è dedicato a questa significativa scoperta, ora al vaglio della competente Soprintendenza, che seguiremo prossimamente nei suoi sviluppi. –

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