Elevato nel 1901 sulla base di un antico torrione, il campanile della collegiata di San Vittore crollò pochi mesi più tardi, proprio come quello di piazza San Marco a Venezia. Ma già nel 1908 i corbettesi vedevano svettare la nuova torre...

Luciano REDAELLI Architetto
Redazione

«Nella notte dall’1 al 2 Giugno 1902… il campanile (stato recentemente sopralzato a straordinaria altezza) si sfasciò alla altezza della parte vecchia, cedendo, sedendo su se stesso…Fu un rumore di cento carri rovesciati… Nessuna disgrazia di persone…». Così si legge nella Nota Azzurra n° 5755 dello Scapigliato Carlo Dossi all’indomani della caduta del campanile di Corbetta. Alla base della caduta stava una vanità paesana. Alla collegiata di San Vittore, progettata nel 1792 dall’Arch. Pietro Taglioretti (consacrata nel 1891 dal Patriarca Latino di Alessandria d’Egitto Mons. Paolo Ballerini, mancava un degno campanile. Ne esisteva uno composto da un antico torrione (IX–X sec.) di 22 metri, sopralzato nel 1656 di altri 20 metri. «Nella notte dall’1 al 2 Giugno 1902… il campanile (stato recentemente sopralzato a straordinaria altezza) si sfasciò alla altezza della parte vecchia, cedendo, sedendo su se stesso…Fu un rumore di cento carri rovesciati… Nessuna disgrazia di persone…». Così si legge nella Nota Azzurra n° 5755 dello Scapigliato Carlo Dossi all’indomani della caduta del campanile di Corbetta. Alla base della caduta stava una vanità paesana. Alla collegiata di San Vittore, progettata nel 1792 dall’Arch. Pietro Taglioretti (consacrata nel 1891 dal Patriarca Latino di Alessandria d’Egitto Mons. Paolo Ballerini, mancava un degno campanile. Ne esisteva uno composto da un antico torrione (IX–X sec.) di 22 metri, sopralzato nel 1656 di altri 20 metri. Nel 1902, il crollo Il nuovo campanile fu progettato in stile con la chiesa dall’Arch. Luigi Perrone; il capomastro Giovanni Cucchiani iniziò i lavori nel maggio del 1899 realizzando il rivestimento esterno in mattoni di tutto l’esistente, poi si fermò. Gli subentrò l’impresa di Luigi Gadola che portò a termine l’opera nell’autunno del 1901. Il campanile era alto 82 metri. Varie crepe apparvero nella muratura delle facce est, sud e nord, tanto che nel novembre 1901 vennero poste in opera delle fasciature in ferro. Nel maggio 1902 una nuova crepa lunga 5 metri si aprì nel lato di levante; Gadola e Perrone nel sopralluogo del 1.6.1902 ordinarono l’esecuzione di altre 4 fasciature in ferro, ma prima di intervenire… avvenne il crollo. La torre medioevale esplose a 18 metri da terra, facendo crollare tutta la parte superiore, rovinando il pronao della facciata e la cappella di San Luigi. Grande fu lo sgomento dell’intera popolazione. Nessuna vittima, per miracolo Una lunga diatriba investì il progettista Perrone, ed i capomastri Cucchiani e Gadola, trascinati in Tribunale dalla Fabbriceria. Una commissione di periti stabilì che il campanile sarebbe caduto ugualmente «indipendentemente dalle opere eseguite nel 1899–1901». La caduta di quello di Venezia (14.7.1902) ne suffragò la perizia (vetustà e sfaldamento dei materiali). Dopo il crollo il popolo di Corbetta, riattivò al culto la chiesa con un provvisorio campanile in legno dotato di due campane, accatastò tutto il materiale riutilizzabile e impiantò il nuovo cantiere per la ricostruzione del nuovo campanile secondo il progetto della torre crollata, innalzandolo a solo 71 metri. Nel 1908 il campanile era di nuovo svettante verso il cielo; Venezia inaugurerà il campanile di San Marco solo nel 1912. Un quadro, conservato nella Cappella delle Benedizioni nel Santuario della B. Vergine dei Miracoli in Corbetta, mostra un presunto fatto miracoloso: la Madonna avvolgendo il suo manto azzurro attorno al campanile lo fa crollare verticalmente evitando rovine umane.Uno speciale Annullo Filatelico, ideato dalla Pro Loco con Poste Italiane (10.5.2009), ha ricordato l’anniversario.

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