Dal prossimo anno partirà il secondo ciclo di incontri, promosso dall'Ufficio Beni Culturali della diocesi di Milano, dedicati all'arte e alla fede. L'attenzione, questa volta, sarà concentrata sull'arte sacra dell'epoca moderna e contemporanea.

don Domenico SGUAITAMATTI Ufficio Beni Culturali arcidiocesi di Milano
Redazione

«Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la Chiesa ha bisogno dell’arte. Essa deve, infatti, rendere percepibile e, anzi, per quanto possibile, affascinante il mondo dello Spirito, dell’invisibile, di Dio». Questo è uno dei tanti pensieri tratti dalla «Lettera agli artisti» di Giovanni Paolo II, scritta nel 1999, che hanno ispirato e promosso l’iniziativa dal titolo «Arte-Fede-Cultura: "Sapere e stupore", dall’Arte al Messaggio». La positiva esperienza e l’entusiasta accoglienza del primo corso, ci stimolano a programmarne un secondo in perfetta continuità e sinergia col precedente. Anche questa nuova edizione si svolgerà per una decina di incontri a partire dalla metà del prossimo gennaio 2010 per concludersi in aprile. Il giorno degli incontri è il sabato mattina dalle ore 9.15 alle ore 12.30 presso la sala della Curia arcivescovile di piazza Fontana 2 a Milano. «Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la Chiesa ha bisogno dell’arte. Essa deve, infatti, rendere percepibile e, anzi, per quanto possibile, affascinante il mondo dello Spirito, dell’invisibile, di Dio». Questo è uno dei tanti pensieri tratti dalla «Lettera agli artisti» di Giovanni Paolo II, scritta nel 1999, che hanno ispirato e promosso l’iniziativa dal titolo «Arte-Fede-Cultura: "Sapere e stupore", dall’Arte al Messaggio». La positiva esperienza e l’entusiasta accoglienza del primo corso, ci stimolano a programmarne un secondo in perfetta continuità e sinergia col precedente. Anche questa nuova edizione si svolgerà per una decina di incontri a partire dalla metà del prossimo gennaio 2010 per concludersi in aprile. Il giorno degli incontri è il sabato mattina dalle ore 9.15 alle ore 12.30 presso la sala della Curia arcivescovile di piazza Fontana 2 a Milano. Uno sguardo sull’arte sacra contemporanea Possiamo anticipare i temi anche se il cantiere di programmazione è ancora aperto. L’intero corso verterà sull’Arte sacra moderna e contemporanea, perché riteniamo importante conoscerne le espressioni, capirne la ricerca e la profondità per riflettere sui suoi valori e anche le sue contraddizioni. La fede la si vive oggi e l’annuncio della Parola di salvezza è per l’uomo di oggi che vive in un contesto spesso problematico e difficile, con un’identità non sempre chiara e definita, a volte privo o refrattario a certi valori e in continua e frenetica evoluzione, più attratto dalle cose immediate, facilmente raggiungibili che non proteso alla ricerca di verità durature da conquistare e che danno maggior solidità e senso allo stesso vivere. Da tutto ciò non è alieno l’intero mondo artistico contemporaneo e, con esso, anche la ricerca di un’espressione esteticamente valida che possa dare ragione e voce al "Sacro" correttamente inteso. Si conosceranno e analizzeranno i testi scritti degli ultimi Papi che con convinzione e fermezza hanno riallacciato il dialogo tra la Chiesa e il mondo dell’arte contemporanea a partire dalla famosa omelia di Paolo VI rivolta agli artisti il 7 maggio 1964 nella Cappella Sistina: «Dobbiamo dire la grande parola che del resto voi già conoscete. Noi abbiamo bisogno di voi. Il nostro ministero ha bisogno della vostra collaborazione perché, come sapete, il nostro ministero è quello di predicare e di rendere accessibile e comprensibile, anzi commovente, il mondo dello spirito, dell’invisibile, dell’ineffabile, di Dio. E in questa operazione, che travasa il mondo invisibile in formule accessibili, inintelligibili, voi siete maestri. È il vostro mestiere, la vostra missione; e la vostra arte è proprio quella di carpire dal cielo dello spirito i suoi tesori e rivestirli di parola, di colori, di forma, di accessibilità». Non meno significativi e ugualmente stimolanti e profondi sono gli interventi successivi sempre rivolti al mondo dell’arte di Giovanni Paolo II e dell’attuale Papa che verranno, allo stesso modo, presi in considerazione e fatti oggetto di riflessione. Da Chagall a Manzù Si affronterà la dibattuta tematica del «Sacro» nell’arte moderna e contemporanea. Si può ancora, oggi, parlare di Arte sacra? Con quali significati, prospettive ed espressioni? Esiste oggi un’Arte del «Sacro» capace di dare significato a uno spazio di culto, dialogare con l’azione liturgica, avvicinare l’uomo di oggi al Mistero di Dio? Alcuni esperti ci accompagneranno a capire come grandi artisti quali Chagall, Matisse, Fontana, Sironi, Manzù e altri hanno fatto esperienza del «Sacro» nella loro ricerca artistica, così come artisti nostri contemporanei saranno invitati a portarci direttamente la loro testimonianza su come vivono, riflettono e creano confrontandosi, nelle loro opere, col medesimo tema. Non mancheranno visite guidate a raccolte di opere importanti. Anche il 47° Sinodo della diocesi ambrosiana già faceva propria questa tematica rilanciandola: «La creazione artistica, inoltre è certamente un luogo di incontro significativo, tra credenti e non credenti. Nell’auspicabile dialogo con l’arte e con gli artisti contemporanei, suggerito già da Paolo VI, la comunità cristiana si assuma il compito di commissionare opere e architetture che siano anche in futuro segni espressivi e religiosamente corretti tanto del nostro sentire che dell’esprimersi artistico del nostro tempo». Chiudiamo con una considerazione di mons. Gianfranco Ravasi che ancor di più dà ragione e stimolo a questo nostro operare: «L’arte sacra quando è innestata nella comunità ecclesiale è anche bene pastorale, vero e proprio segno della fede, capace di narrare non solo la storia di un popolo, ma anche lo splendore della sua adesione a Dio e alla sua Parola». Per informazioni A tutti gli interessati a condividere questo percorso, appuntamento al prossimo autunno quando potranno trovare il programma definitivo consultando il sito della diocesi www.chiesadimilano.it o telefonando all’Ufficio Beni culturali (02.8556360; 02.8556401; dsguaitamatti@diocesi.milano.it) o alla segreteria Sdop (02.58391315; sdop@diocesi.milano.it).

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