Ieri sera la consegna dell'edizione 2009 a Franca Valeri, Enzo Jannacci e Renato Pozzetto, nello spettacolo�condotto da Memo Remigi davanti a un folto pubblico�

di Mauro COLOMBO
Redazione

Una serata dal sapore vagamente retrò, ma per nulla “archeologica”, quella che ieri, in un Teatro Manzoni affollato di spettatori, ha accompagnato la cerimonia di consegna della 45a edizione del “Premio Carlo Porta” a Franca Valeri, Enzo Jannacci e Renato Pozzetto. Una serata la cui cifra dominante non è stata forse la perfezione stilistica, ma certo la genuinità delle emozioni.
L’emozione del pubblico nel rivedere, in un filmato celebrativo, i volti di tanti premiati delle precedenti edizioni, molti dei quali non ci sono più. L’emozione di Giovanna Cavazzoni, fondatrice e presidente del Vidas, nel ricevere dal presidente della Provincia di Milano Guido Podestà un riconoscimento speciale per il suo impegno sociale a favore dei malati terminali, e nel vedere così la dimensione assistenziale coniugata a quella artistica.
L’emozione di Francesca Cavallin, giovane attrice che ha affiancato nella conduzione il navigato e simpatico Memo Remigi, nel confessare che «Milano non è la mia città, ma mi ha adottato, perché qui ho trovato il lavoro e l’amore». L’emozione che Enzo Jannacci – premiato dal direttore generale del Credito Artigiano Luciano Camagni e dal presidente della sezione nazionale Autori e Scrittori del Circolo Filologico Milanese Giacinto Sica – ha regalato con un’esecuzione sofferta e appassionata della sua Vincenzina e la fabbrica. L’emozione, infine, di vedere Franca Valeri, a 89 anni, giungere appositamente in treno da Roma per ricevere dal presidente del Filologico Valerio Premuroso un premio che, «a differenza di altri avuti e che ho donato, terrò io. Le poesie del Porta sono come commedie per me; per questo ne sono entusiasta».
A riportare l’evento su toni più prosaici ha provveduto Renato Pozzetto – premiato da Osvaldo Villa e Massimo Facco, titolari della Facco spa, main sponsor della manifestazione -, che ha divertito la platea rievocando un boccaccesco episodio occorsogli sul set di un film girato con Edwige Fenech. Molto gradevoli e apprezzate anche le performances musicali del Quarto Eccedente, quartetto vocale che rappresenta un ispirato clone dei Cetra.
La credenziale di “milanesità” del Premio è stata assicurata da Gianfranco Scotti con una magistrale interpretazione delle Desgrazi de Giovannin Bongee, una delle più celebri composizioni del Porta. Gli hanno fatto eco gli omaggi a due artisti meneghini recentemente scomparsi: la poetessa Alda Merini, di cui Francesca Cavallin ha declamato alcuni versi, e il paroliere Alberto Testa, che Remigi (accompagnato dal flautista Romano Pucci) ha ricordato attraverso melodie nate su suoi testi, da Io ti darò di più a Sei grande grande grande.
La serata ha offerto l’occasione anche per presentare due nuove iniziative sempre nell’ambito della “milanesità”: la creazione, all’interno del Filologico, di un Centro studi dedicato al Porta, e la prossima uscita dell’agenda letteraria Taccoin per l’ann 2010, a cura di Roberto Marelli e Gianni Rizzoni (Metamorfosi, www.qualitart.it). E milanes è anche il risotto allo zafferano, di cui la giornalista e scrittrice Giovanna Ferrante ha illustrato la genesi presentando la sua ultima fatica editoriale, El risott del Carlo Porta (Àncora), omaggiata a tutto il pubblico presente.
Il Premio Carlo Porta è promosso dal Circolo Filologico Milanese, organizzato da Pressing con la sponsorizzazione di Facco spa, la partnership del Credito Artigiano, il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, della Provincia di Milano, dell’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e la collaborazione del Centro Studi Grande Milano. Una serata dal sapore vagamente retrò, ma per nulla “archeologica”, quella che ieri, in un Teatro Manzoni affollato di spettatori, ha accompagnato la cerimonia di consegna della 45a edizione del “Premio Carlo Porta” a Franca Valeri, Enzo Jannacci e Renato Pozzetto. Una serata la cui cifra dominante non è stata forse la perfezione stilistica, ma certo la genuinità delle emozioni.L’emozione del pubblico nel rivedere, in un filmato celebrativo, i volti di tanti premiati delle precedenti edizioni, molti dei quali non ci sono più. L’emozione di Giovanna Cavazzoni, fondatrice e presidente del Vidas, nel ricevere dal presidente della Provincia di Milano Guido Podestà un riconoscimento speciale per il suo impegno sociale a favore dei malati terminali, e nel vedere così la dimensione assistenziale coniugata a quella artistica.L’emozione di Francesca Cavallin, giovane attrice che ha affiancato nella conduzione il navigato e simpatico Memo Remigi, nel confessare che «Milano non è la mia città, ma mi ha adottato, perché qui ho trovato il lavoro e l’amore». L’emozione che Enzo Jannacci – premiato dal direttore generale del Credito Artigiano Luciano Camagni e dal presidente della sezione nazionale Autori e Scrittori del Circolo Filologico Milanese Giacinto Sica – ha regalato con un’esecuzione sofferta e appassionata della sua Vincenzina e la fabbrica. L’emozione, infine, di vedere Franca Valeri, a 89 anni, giungere appositamente in treno da Roma per ricevere dal presidente del Filologico Valerio Premuroso un premio che, «a differenza di altri avuti e che ho donato, terrò io. Le poesie del Porta sono come commedie per me; per questo ne sono entusiasta».A riportare l’evento su toni più prosaici ha provveduto Renato Pozzetto – premiato da Osvaldo Villa e Massimo Facco, titolari della Facco spa, main sponsor della manifestazione -, che ha divertito la platea rievocando un boccaccesco episodio occorsogli sul set di un film girato con Edwige Fenech. Molto gradevoli e apprezzate anche le performances musicali del Quarto Eccedente, quartetto vocale che rappresenta un ispirato clone dei Cetra.La credenziale di “milanesità” del Premio è stata assicurata da Gianfranco Scotti con una magistrale interpretazione delle Desgrazi de Giovannin Bongee, una delle più celebri composizioni del Porta. Gli hanno fatto eco gli omaggi a due artisti meneghini recentemente scomparsi: la poetessa Alda Merini, di cui Francesca Cavallin ha declamato alcuni versi, e il paroliere Alberto Testa, che Remigi (accompagnato dal flautista Romano Pucci) ha ricordato attraverso melodie nate su suoi testi, da Io ti darò di più a Sei grande grande grande.La serata ha offerto l’occasione anche per presentare due nuove iniziative sempre nell’ambito della “milanesità”: la creazione, all’interno del Filologico, di un Centro studi dedicato al Porta, e la prossima uscita dell’agenda letteraria Taccoin per l’ann 2010, a cura di Roberto Marelli e Gianni Rizzoni (Metamorfosi, www.qualitart.it). E milanes è anche il risotto allo zafferano, di cui la giornalista e scrittrice Giovanna Ferrante ha illustrato la genesi presentando la sua ultima fatica editoriale, El risott del Carlo Porta (Àncora), omaggiata a tutto il pubblico presente.Il Premio Carlo Porta è promosso dal Circolo Filologico Milanese, organizzato da Pressing con la sponsorizzazione di Facco spa, la partnership del Credito Artigiano, il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, della Provincia di Milano, dell’Assessorato alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e la collaborazione del Centro Studi Grande Milano. – Le premiazioni di Renato Pozzetto ed Enzo Jannacci

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