Un luogo che ricordi i fatti accaduti tra il '43 e il '45 attorno a quel Binario 21 da cui partivano i treni diretti ad Auschwitz-Birkenau: il progetto sarà realizzato in due anni.


Redazione

02/10/2008

Realizzare a Milano un luogo, che sia uno spazio aperto al dialogo, al dibattito, al confronto delle diversità, a partire da un luogo che ricordi i fatti accaduti tra il ’43 e il ’45 . E’ questo l’obiettivo del Memoriale della Shoah il cui progetto è stato illustrato dall’architetto Guido Morpurgo alla Stazione Centrale di Milano, laddove dal Binario 21 partivano i treni diretti ad Auschwitz-Birkenau

Il Memoriale, che comprende anche il Laboratorio della Memoria, sorgerà nel luogo da cui, durante l’occupazione nazista, gli ebrei detenuti nel carcere di San Vittore vennero deportati nei campi di concentramento e sterminio. Si tratta di uno spazio di oltre 7.000 mq oggi dismesso, originariamente utilizzato per il carico e lo scarico dei vagoni postali, situato al di sotto del piazzale dei binari, compreso tra via Pergolesi e viale Brianza, con ingresso da via Ferrante Aporti.

La caratteristica principale di questo luogo è la sua sostanziale invisibilità, condizione peculiare per la quale fu scelto dai nazifascisti per effettuare le deportazioni. Introdotti con i camion provenienti dal carcere di San Vittore, i deportati venivano stipati su vagoni merci e carri bestiame che, in attesa all’interno della "stazione invisibile", erano sollevati al livello del sovrastante piano dei binari, agganciati ai convogli e inviati ai campi di sterminio, in particolare ad Auschwitz-Birkenau, a Bergen Belsen, a Fossoli di Carpi e a Bolzano-Gries.

Il progetto del Memoriale, la cui realizzazione sarà conclusa entro i prossimi due anni, è stato preparato dal compianto Architetto Eugenio Gentili Tedeschi e da Guido Morpurgo.

Il tristemente famoso binario sotterraneo, il 21, sarà quindi trasformato in un luogo affollato di ricordi per mantenere viva la coscienza e rendere omaggio a chi da quel viaggio non è mai tornato. Uno spazio vivo, l’unico rimasto intatto in Europa, con una duplice valenza: da una parte vero e proprio Memoriale, dall’altra, luogo di ricerca e studio ma anche punto d’incontro dinamico tra diverse realtà.

I nomi delle 605 persone che costituirono il carico umano del convoglio partito dalla Centrale il 30 gennaio 1944 con destinazione Auschwitz saranno iscritte sul "Muro dei Nomi". «Il Memoriale – ha ricordato il presidente della Regione Formigoni – sarà dunque l’occasione per riaffermare l’importanza della presenza della cultura ebraica come portatrice di valori universali: dalla centralità della persona alla laicità, dalla tutela dei diritti fondamentali alla consapevolezza che la libertà è socialmente costitutiva»

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