"Spariti" nei giorni drammatici e confusi dei bombardamenti del 1943, i preziosi stalli rinascimentali sono stati individuati dai carabinieri ad un'asta e restituiti alla diocesi ambrosiana.


Redazione

11/04/2008

di Luca FRIGERIO

Preziose opere d’arte ritornano a “casa”, nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano. Si tratta di tre stalli intagliati del coro ligneo rinascimentale, trafugati insieme ad altri pezzi nei giorni drammatici e confusi dei bombardamenti aerei del lontano 1943, oggi recuperati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza. La felice e importante operazione è stata illustrata venerdì mattina, 11 aprile, dall’abate di Sant’Ambrogio, mons. Erminio De Scalzi, dal comandante dei carabinieri, capitano Andrea Ilari, e dal responsabile dell’Ufficio Beni culturali della diocesi di Milano, architetto Carlo Capponi.

Le indagini erano partite dal controllo di un catalogo di un’asta d’antiquariato, dove i militari avevano subito individuato uno degli antichi pannelli santambrosiani: identificazione che è stata confermata dallo studio della documentazione fotografica dell’epoca, conservata nelle strutture diocesane. I successivi accertamenti hanno permesso agli investigatori di risalire ad altri due stalli del medesimo complesso , appartenenti, come affermato dagli stessi carabinieri, «a persona estranea al reato, terzo possessore in buona fede».

I tre pannelli fanno parte del coro ligneo della basilica milanese di Sant’Ambrogio, realizzati attorno al 1470 da Lorenzo da Origlio, Giacomo da Torre e Giacomo del Maino: proprio quest’ultimo, nello specifico, sarebbe l’autore degli stalli recuperati. Si tratta di un capolavoro assoluto dell’ebanistica rinascimentale. La decorazione, curiosamente, non si riferisce a episodi biblici nè illustra temi religiosi, ma tratta elementi della natura: alberi rigogliosi soprattutto, che si collegano alla tradizione dei Tacuina Sanitatis e al tema delle virtù e dei loro frutti. Tema, per altro, per nulla in contrasto con il motto dei monaci benedettini che per secoli ebbero qui dimora: Ora et labora, preghiera e lavoro, due “facce” della medesima lode al Creatore per la bellezza e la generosità del Creato.

Gli stalli erano stati smontati dal coro durante il periodo bellico, oltre sessant’anni fa, e portati in luoghi più riparati, come la maggior parte delle opere d’arte conservate in Sant’Ambrogio: durante i bombardamenti aerei dell’agosto 1943, infatti, la basilica subì gravi danni. Nei mesi che seguirono, purtroppo, approfittando del clima di confusione, alcuni di quei pannelli sparirono, cosicchè, ancor oggi, nonostante la restituzione di questi tre, cinque mancano ancora all’appello.

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per illustrare l’impegno della diocesi di Milano nella tutela e salvaguardia del suo eccezionale patrimonio storico-artistico: solo nel 2007, infatti, le singole parrocchie diocesane si sono impegnate per oltre 40 milioni di euro in lavori di restauro dei propri beni, che sono tuttavia una ricchezza culturale di tutti. In tal senso, Giuseppe Battaini, sindaco di Castiglione Olona, ha annunciato la prossima riapertura del Museo Pogliaghi al Sacro Monte di Varese, con una serie di iniziative tese a celebrare il centenario dell scultore, autore della porta centrale del Duomo di Milano.

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