In mostra alla Galleria San Fedele a Milano fino al 23 ottobre


Redazione

16/10/2008

Al confine tra cronaca e arte, in mezzo a una strada, c¹è un corpo dilaniato dalle pallottole. C’è una pozza di sangue davanti alle case screpolate, testimoni silenziose del delitto. E’ in questa Palermo atroce e reale – dove la metastasi della mafia deturpa anche le espressioni dei bimbi – che Letizia Battaglia coglie il cuore vivo e nero della Sicilia.

Nelle immagini scarne del popolo, negli sguardi doloranti delle madri, nelle bocche dei morti ammazzati, l’autrice pone interrogativi che non hanno risposta. «Provo vergogna a fotografare gente ammanettata», ha affermato. E dopo essere stata attiva in politica nella giunta di Leoluca Orlando e vincitrice del prestigioso premio W. Eugene Smith Award, decide di lavorare in carcere per restituire speranza a chi non aveva scampo e vuole cambiare.

I suoi reportage, iniziati per il quotidiano L’Ora di Palermo negli anni Settanta, hanno girato il mondo. Sono immagini secche e piene di compassione, che parlano di vita nonostante tutto e diventano plastiche nell’incrollabile fiducia di cambiamento della fotografa siciliana

Manuela Gandini

La mostra resterà aperta fino al 23 ottobre
Orario: 16.00 ­ 19.00
apertura dal martedì al sabato al mattino su richiesta
chiuso festivi
Galleria San Fedele
Via Hoepli 3-b 20121 Milano
tel 02 86352233 (dalle 16.00 alle 19.00)
sanfedelearte@sanfedele.net

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