Un "pezzo" di un quadro del Tiziano, la tovaglia de «La Cena in Emmaus» (1534) al Louvre, torna a vivere nella cattedrale grazie all'impegno di KallisteArte. Il prezioso tessuto verrà "inaugurato" dal Cardinale Arcivescovo, Dionigi Tettamanzi, durante la messa del Giovedì santo


Redazione

20/03/2008

Nonostante sia stato uno dei più celebrati pittori della seconda metà del 500, abbia avuto committenze artistiche dai più potenti uomini di Stato e di Chiesa, Tiziano rimase, nella sua vita privata, un uomo semplice, unito alla famiglia, circondato da pochi amici intimi, che accoglieva nella sua casa di Venezia. E in questa casa raccoglieva pezzi antichi, cimeli e soprattutto tessuti pregiati, che poi immortalava nelle sue splendide tele. Proviene dalla sua casa il velluto rosso che dà risalto alla figura di Cristo nell’Ultima Cena e viene dalla sua casa, con ogni probabilità, anche la preziosa tovaglia che ricopre il tavolo de la Cena in Emmaus, il dipinto che dimora al Musée du Louvre nella medesima stanza della Gioconda e che KallisteArte ha esposto due anni fa alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano.

In quella occasione, Giovanni Morale, curatore della mostra, chiese a Luc Druez, responsabile de La Maison du Lin di Parigi, di riprodurre il tessuto della tovaglia del celebre dipinto per esporla accanto al capolavoro del “principe dei pittori”, denominato per l’occasione dalla grande casa francese Damas Titien (Damasco Tiziano).

Si tratta di un raffinatissimo tessuto di damasco in lino, “damasco” dalla città siriana nella quale pare fosse già in uso nel V sec. e molto diffuso a Venezia fra il XV e il XVI sec. Morbida, luminosa perché lavorata con un effetto di lucido e opaco in contrasto , questa preziosa stoffa, drappeggiata ai lati del dipinto del Tiziano durante l’esposizione del quadro alla Pinacoteca Ambrosiana, suscitò l’ammirazione dei visitatori quasi quanto l’opera del grande maestro . Terminata la mostra nel novembre dello scorso anno, si è posto il problema di trovare un modo per dare ancora il giusto valore a questo tessuto veramente unico e così “eucaristico”.

Il prezioso tessuto, sezionato in diversi pezzi, fu donato alle amiche Carmelitane di Piacenza, altre parti furono usate per realizzare dei “corporali”, pezzi di tessuto quadrangolare e piegati in nove su cui vengono posti il calice e la patena al momento della consacrazione.

Restava, tuttavia, ancora buona parte di “Damas Titien”. Si pensò, allora, di darle una destinazione del tutto particolare. Si decise di creare una tovaglia, riportando così la stoffa alla sua “funzione originale” suggerita dal capolavoro del Vecellio , per coprire l’altare maggiore della nostra Cattedrale. Quale migliore luogo per conservare un tessuto così legato alla celebrazione eucaristica? Caratterizzata da un disegno particolarmente consono a questo scopo, losanghe unite fra loro che incorniciano delle croci, la tovaglia è stata resa ancora più preziosa da bordi ricamati a mano con la tecnica dello sfilato e del chiacchierino, eseguiti dall’ultra ottantenne Giuseppina Gozzo Rizza, abile ricamatrice siciliana da oltre sessant’anni, che ha eseguito gratuitamente il lavoro; tale fatica è durata parecchi mesi, seguendo i canoni più rigorosi di queste raffinate e ormai quasi scomparse lavorazioni.

Il dono è stato molto gradito dai fratelli Oblati, che presiedono il servizio liturgico in Cattedrale. Per questa ragione la preziosa tovaglia sarà collocata sull’altar maggiore per la prima volta la sera di giovedì santo, 20 marzo 2008, durante la messa in Coena Domini celebrata dal Cardinale Tettamanzi. Sarà una grande emozione veder prendere corpo il dettaglio di una bellissima opera d’arte in un’occasione così particolare e solenne in cui si ricorda l’istituzione della prima Eucaristia con un “oggetto” che ne ricorda la seconda (Lc 24,13-35), quella celebrata da Cristo Risorto nel villaggio di Emmaus, vicino a Gerusalemme, pochi giorni dopo il giovedì santo, nel vespro del giorno di Pasqua.

Pierangela Chiesa Vice
presidente di KallisteArte

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