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Redazione Diocesi

27/12/2008

I Presepi: piccoli, grandi, viventi, artistici, artigianali, dalle ambientazioni improbabili o storicamente rigorosissimi. Ne abbiamo visti di ogni tipo, in questo Natale 2008, tutti con qualche caratteristica peculiare che li rende unici. Ma c’è una Natività che sicuramente è sul podio delle più insolite e folkloristiche d’Italia: racconta di un Gesù nato dall’acqua.

Stiamo parlando della rappresentazione andata in scena nella piccola frazione di Carro a Ponte Santa Margherita a cura di un gruppo di sommozzatori: perché il Bambino, in quell’angolo di Liguria, nasce proprio dai flutti del fiume Vara.

Ai piedi della diga della Tirreno Power, trenta sommozzatori hanno celebrato la nascita del figlio di Dio sfidando l’acqua impetuosa e ghiacciata del fiume, resa torbida dalle intense precipitazioni dei giorni natalizi.

Ad assistere alla “nascita”, il pubblico delle grandi occasioni, col Sindaco in testa: sul ponte erano infatti schierati numerosi cittadini della Val di Vara, gli alunni della scuola primaria di Carro, le Autorità cittadine e i rappresentanti di diverse Istituzioni pubbliche.

Tutti col fiato sospeso, con la tensione e l’attesa che si sono sciolte in un lungo applauso all’uscita dall’acqua della statua di Gesù Bambino. Qualcuno dei presenti non è riuscito a nascondere la commozione nel vedere tutti i sommozzatori formare un grande cerchio per passare di mano in mano il Bambinello.

L’emozione maggiore, quella provata dai sub, è ben descritta dalle parole di uno di loro, Vittorio Innocente: «Sono bastati pochi minuti di raccoglimento inginocchiati sul fondale del fiume Vara, ma sono stati abbastanza per far affiorare alla mente di ciascuno di noi i ricordi più belli».

Una processione eterogenea ha in seguito accompagnato Gesù Bambino dal fiume alla chiesa: oltre ai numerosi fedeli, erano presenti i sommozzatori con le mute ancora fradice, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Capitaneria di Porto arrivati da San Benedetto del Tronto e i membri del The European Diving Center.

Al termine della Santa Messa officiata da monsignor Lavagnino sono state lette le missive di apprezzamento all’iniziativa, giunte da parte del Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio e dal Presidente della Camera dei Deputati. Per non dimenticare che Natale è la festa dell’amore, gli organizzatori hanno voluto dedicare la giornata di festa a tutte le persone che hanno perso la vita per compiere il proprio dovere: sono stati così letti i nomi dei dodici carabinieri caduti nell’agguato di Nassirya del 12 novembre 2003.

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