Il profilo artistico della nuova chiesa della Pentecoste: dal Crocifisso dell’artista tedesco Karl Schlamminger al «Viaggio della Parola» rappresentato dalle scritte utilizzate al Padiglione della Santa Sede in Expo e qui ricollocate, fino alle particolarità architettoniche

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Nel presbiterio della chiesa della Pentecoste a Quarto Oggiaro, che il cardinale Scola consacrerà domenica 4 giugno,  da pochi giorni campeggia il Crocifisso dell’artista tedesco Karl Schlamminger, che si staglia su un’alta superficie di lastre di onice. Il Crocifisso, opera unica donata da una parrocchia della diocesi di Milano, viene così a riprendere la grande croce all’esterno della chiesa, una monumentale struttura tridimensionale in ferro che chiude l’asse visivo delle larghe strade d’accesso, guidando l’arrivo al luogo sacro e presentandosi come punto di riferimento del quartiere.

Sulla parete di fondo del nuovo tempio, all’interno, sono già state collocate anche le scritte <Dacci oggi il nostro pane>, in italiano, inglese («Give us today our bread») e portoghese («Dá-nos hoje nosso Pão»), composte in lettere d’acciaio e in origine realizzate da Quattroassociati architetti con Ginette Caron per il padiglione della Santa Sede all’Esposizione universale che si è tenuta a Milano nel 2015. La reinstallazione a Quarto Oggiaro di queste frasi – premiate dal Bureau International des Expositions per la migliore interpretazione del tema – costituisce la prima tappa del «Viaggio della Parola» che da Expo toccherà alcuni luoghi significativi in tutto il mondo. In questo contesto milanese, in particolare, le scritte vogliono evocare il dono delle lingue nel giorno di Pentecoste.

A lato dell’ingresso si trova il battistero a pianta ovale ricoperto da una tenda sagomata in rame al centro del quale è posto il monolite ottagonale del fonte battesimale. Mentre dal sagrato si può accedere direttamente alla cappella feriale, separata dal resto della chiesa da una vetrata trasparente, nella quale è inserito l’altare interamente realizzato in legno.

L’aula, dall’andamento monodirezionale, è caratterizzata da una copertura piana avvolta da un paramento ligneo, metafora del “panno” che scende sulle pareti laterali fino alle aperture poste lungo il fronte sud, rivolto verso il centro parrocchiale. Queste vetrate mettono in comunicazione la chiesa con un’ampia e luminosa galleria dove è possibile organizzare incontri e allestire piccole esposizioni.

Sopra il pavimento di granito scuro risalta il caldo colore degli arredi in betulla.

La navata laterale crea un ambiente intimo e raccolto, e tuttavia aperto verso il grande spazio verticale della chiesa, caratterizzato da un soffitto ligneo ad archi concentrici che si rastremano a formare un cono ottico verso una sacra immagine mariana, a tutti familiare: la riproduzione di quella dorata «Madonnina» che veglia su Milano dalla guglia più alta della Cattedrale. (L.F.)

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