Ruben Jais dirige l’Ensemble laBarocca nel capolavoro settecentesco, un grande classico di Natale. Una speciale promozione offerta ai nostri “navigatori”

Ruben Jais dirige laBarocca nel Messiah 22 dic 2014 - foto Paolo Dalprato (3)
Ruben Jais dirige laBarocca nel Messiah (foto Paolo Dalprato)

Con il Natale, torna all’Auditorium di Milano il Messiah di Händel. laBarocca, ensemble specialistico de laVerdi fondato e diretto dal milanese Ruben Jais, ritrova l’incontro musicale con quello che è ormai diventato un classico del suo repertorio. Il capolavoro del compositore tedesco naturalizzato inglese, presentato a Dublino nel 1741 (oratorio per soli, coro e orchestra), sarà proposto al pubblico più trasversale – come si addice a un capolavoro senza tempo qual è il Messiah – mercoledì 20 dicembre (alle 20), nella tradizionale cornice dell’Auditorium di Milano in largo Mahler: un augurio speciale ed emotivamente carico di significati per i milanesi e non solo.

Protagonista sul palco della “Casa de laVerdi”, insieme agli strumentisti de laBarocca, anche l’Ensemble Vocale, diretto da Gianluca Capuano, e un cast di solisti specialisti del genere: Deborah York (soprano), Filippo Mineccia (contralto), Cyril Auvity (tenore), Renato Dolcini (baritono).

«LaBarocca – spiega il direttore Ruben Jais – ha ormai acquisito uno status che la pone tra gli ensemble specialistici di riferimento nel repertorio della musica sei-settecentesca. Il Messiah è un appuntamento tradizionale: noi lo proponiamo a Natale anche se nell’opera di Händel, strutturata in tre parti, solo la prima è dedicata alla nascita di Gesù; la seconda al periodo quaresimale fino alla Resurrezione e al celeberrimo Alleluja, brano che tutti che conoscono; la terza parte invece è dedicata al giudizio universale. È una di quelle partiture che ogni volta danno la capacità al direttore di studiare nuove soluzioni timbriche, nuove soluzioni dinamiche, nuove soluzioni di equilibri e di fraseggi; partiture di una tale ricchezza che, anche cambiando il cast dei solisti, offrono sempre tante possibilità. Insomma: non ci stanca mai di studiarla e di dirigerla».

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