Nel contesto della Esposizione Internazionale della Triennale, un percorso espositivo sul sacro rappresentato da architetti, designer e artisti.

Emilio Nanni, Crucifix

Fino al prossimo 11 settembre prosegue al Museo Diocesano a Milano (corso di Porta Ticinese 95), la mostra “Design Behind Design”.

La rassegna, organizzata in occasione della XXI Esposizione Internazionale della Triennale di Milano (dal titolo “21st Century. Design After Design”), racconta ciò che architetti, designer e artisti hanno pensato e disegnato per la committenza della Chiesa cattolica o comunque rappresentando il sacro, tra opere d’arte, fotografie, oggetti di arredo, esempi di architettura e composizioni musicali.

L’iniziativa invita il visitatore ad andare al di là dell’oggetto, artistico o di design, alla ricerca di un significato implicito contenuto in esso, ma che, non per questo, elude la funzione prima a cui l’oggetto è destinato.

«Raccontare la storia di alcuni di questi manufatti – spiegano i curatori dell’evento, Marco Romanelli e Carlo Capponi – significa mostrare un “uomo creatore”, capace di guardare oltre la sua matita e di progettare l’oggetto in base a “regole” che rimandano al senso, oltreché alle necessarie funzioni tecniche».

Il percorso espositivo, organizzato per aree tematiche, si apre con la sezione dedicata all’architettura che, grazie agli inediti scatti appositamente effettuati da Giovanni Chiaramonte, si avvale della proiezione ambientale di alcune delle più importanti chiese milanesi del moderno.

La rassegna raccoglie poi eccellenze create da artisti e designer che si sono confrontati con le tematiche del sacro e con le regole del rito, ovvero con la liturgia. Sono state scelte, infatti, alcune tipologie contemporanee di arredo sacro, dalle croci ai calici, dai paramenti agli Evangelari, che, grazie alle collezioni permanenti del Museo Diocesano, vivono un’inedita e fattiva comparazione tra antico e moderno.

Particolarmente importante è la sezione della mostra dedicata alla pittura e alla scultura, ove s’incontrano due “Crocifissioni“ di Lucio Fontana, messe a confronto con le sculture di Francesco Messina, di Fausto Melotti, di Emilio Greco, oltre a dipinti di Mario Sironi, William Congdon, Adolfo Wildt, Roberto Sambonet e William Xerra.

Chiude idealmente l’itinerario la sezione dedicata alla musica che permette di riscoprire figure di compositori lombardi del XX secolo quali Luciano Migliavacca e Luigi Picchi e di riascoltare musica sacra contemporanea, non solo a uso del rito propriamente detto.

Per informazioni e orari: www.museodiocesano.it, tel. 02.89420019.

 

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