Dopo i danni causati da un incendio, l'antica chiesa varesotta è oggetto di un vasto intervento di restauro. Ora i lavori interesseranno gli affreschi del presbiterio: l'iniziativa della Comunità pastorale per invitare nuovi donatori a contribuire all'impresa.

Sesto Calende San Donato

Risale alla prima metà del IX secolo l’edificazione della prima chiesa di San Donato, parte del monastero benedettino in località Scozola, a poca distanza dal centro di Sesto Calende. Nei secoli successivi, la chiesa ha subito varie trasformazioni architettoniche e decorative: ha visto una lunga decadenza dopo l’abbandono dei monaci, è divenuta proprietà dell’Ospedale Maggiore di Milano, è stata perfino usata come alloggiamento per i soldati all’epoca delle guerre napoleoniche… Nel 1820 l’Abbazia, che in precedenza dipendeva dal Vescovo di Pavia, è entrata a far parte della diocesi di Milano. E nel 1963 è divenuta chiesa parrocchiale.

Nella più che millenaria storia dell’Abbazia, una data non certo felice è quella del 21 aprile 2012. Quella sera un incendio, causato da un fulmine che ha colpito la base del campanile, ha riempito di fumo l’interno della chiesa. Ciò ha reso necessario e urgente effettuare (oltre ai lavori di consolidamento del campanile) anche manutenzioni e restauri all’interno dell’Abbazia. Questi lavori stanno riportando via via alla luce la bellezza degli antichi affreschi e degli elementi architettonici: l’affresco della Madonna dei limoni, il battistero, il nartece, la cripta, la cappella del Crocifisso, la cappella di Santa Caterina, la navata centrale… I lavori di restauro sono affidati al laboratorio San Gregorio di Busto Arsizio.

Rimangono ora da restaurare gli affreschi che ricoprono interamente il presbiterio, opera settecentesca di Biagio Bellotti e dei fratelli Giulio e Giuseppe Baroffio. Tali affreschi raffigurano episodi della vita dei Santi Siro e Gandolfo. La presenza di raffigurazioni di San Siro non può sorprendere, poichè si tratta del Santo patrono di Pavia e l’Abbazia di San Donato venne fondata proprio da un Vescovo di Pavia, Liutardo dei Conti, e per secoli rimase sotto la giurisdizione dei Vescovi di Pavia. Più incerta è la ragione per cui viene raffigurato San Gandolfo: è probabile che, nei secoli passati, esistesse una particolare devozione verso questo Santo.

Fino alla metà del Settecento, l’abside dell’Abbazia era decorato da affreschi del Quattrocento. Questi furono in gran parte perduti a seguito di una ricostruzione dell’abside. Attualmente, si conserva solo una parte degli affreschi precedenti: si tratta di ciò che rimane di una imponente figura del Padre Eterno in mandorla, della quale rimangono visibili solo i piedi.

Per provvedere al finanziamento dei lavori di restauro del presbiterio, la Comunità Pastorale di Sant’Agostino (della quale la parrocchia di San Donato fa parte insieme alle altre parrocchie di Sesto Calende) ha promosso l’iniziativa “Adotta un affresco!”.

Chi desidera legare il proprio nome al restauro di un’opera d’arte così significativa, può contribuire con una donazione, scegliendo la parte di affresco che vuole “adottare”. Vi sono parti più grandi (San Siro, San Gandolfo, Dio Padre, San Donato, le virtù, gli Angeli) ed altre più piccole (le cornici, i cartigli, le vedute architettoniche), così da permettere davvero a tutti di essere protagonista – in base alle proprie possibilità economiche – della “rinascita” di un così insigne monumento religioso.

I nomi dei donatori verranno iscritti nell’Albo d’Oro dei benefattori, per dare il giusto riconoscimento a chi ha a cuore l’Abbazia di San Donato e vorrà offrire un aiuto concreto per farle ritrovare il suo splendore originario. 

Maggiori informazioni sull’iniziativa “Adotta un affresco!” si trovano in un dépliant qui allegato nel box in alto (“Approfondimenti”) e in distribuzione nelle chiese di Sesto Calende, oppure consultando il sito http://comunitapastoralesantagostino.blogspot.it/p/abbazia.html  o sulla pagina facebook https://www.facebook.com/pages/Parrocchia-di-San-Donato-Sesto-Calende/109767036037239?ref=ts&fref=ts

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