Si chiude lunedì prossimo alla Biblioteca Braidense la rassegna che ha ripercorso la figura e l'opera del grande scrittore milanese.

Gadda

Con una non-stop che parte alle 15 per arrivare fino a tarda sera, lunedì 29 ottobre alla Biblioteca Nazionale Braidense (assiduamente frequentata da Gadda e da Dossi) si chiude la rassegna biennale A Milano con Carlo Emilio Gadda curata da Giuseppina Carutti. Ventitré gli appuntamenti da marzo 2011 a ottobre 2012, migliaia gli spettatori che hanno seguito con assiduità e passione gli incontri, le letture sceniche, le officine di studio realizzate grazie alla collaborazione con undici istituzioni di Milano che, per la prima volta, hanno messo insieme i loro saperi per celebrare la grandezza di Carlo Emilio Gadda e dei suoi preziosi manoscritti in luoghi altamente simbolici della città, ricchi di storia e fascino dove i più grandi nomi del repertorio gaddiano hanno interpretato pagine memorabili dell’Ingegnere.

Alle 15 parte il gran finale: Corrispondenze, legami, familiarità sono al centro dell’incontro che mette in scena Carlo Emilio Gadda con Carlo Porta e Giuseppe Gioachino Belli, Niccolò Machiavelli e Benvenuto Cellini, Carlo Dossi e i «cari latini» a cura di Clelia Martignoni, con Giorgio Pinotti, Niccolò Reverdini, Elisa Romano, Claudio Vela. Legge Fabrizio Gifuni. Gadda è anche forza centrifuga: ha attraversato la cultura della tradizione classica, italiana e europea e il nostro tempo, stabilendo corrispondenze, anche segrete, e relazioni con una forza concettuale ed espressiva straordinaria. Una tappa importante a più voci che mette in risalto affinità, percorsi, strade parallele di Gadda in rapporto con scrittori del passato e artisti del nostro tempo, dai classici latini ai grandi fiorentini del Cinquecento: da Machiavelli a Cellini, da Cattaneo a Manzoni, da Porta a Belli, a Dossi, a Joyce.

Alle 20.30 si volta pagina. Gadda cede il passo a Carlo Dossi con le letture di Sonia Bergamasco Voci d’inchiostro. La straordinaria musicalità dell’attrice evidenzia le sperimentazioni linguistiche di Dossi, che di Gadda è gran precursore, e la sua modernità.  L’intimismo espressionista dell’Altrieri (La Principessa di Pimpirimpara), un raccontino nero di Donna Giacinta (Goccie d’inchiostro – Isolina), una pianta che muore in Amori (Tilia), gli spietati ritratti umani (La Desinenza in A – Incendio di legna vecchia), lo humour e le malinconie delle Note azzurre: pagine scelte dal variopinto scrittoio del Dossi.

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