Il dipinto, uno dei tesori dell'Accademia Carrara di Bergamo, viene eccezionalmente esposto nella Pinacoteca di Milano che ne ha curato il restauro.

San sebastiano raffaello

Dasabato 19 aprile – sino all’11 maggio – la Pinacoteca di Brera espone, accanto al più celebre Sposalizio della Vergine, il San Sebastiano di Raffaello dell’Accademia Carrara di Bergamo, di cui è stato da poco ultimato il restauro.

Il San Sebastiano di Raffaello dell’Accademia Carrara di Bergamo è una delle prime opere dell’artista urbinate, che lo eseguì giovanissimo. Vicino per tecnica esecutiva e stile allo Sposalizio della Vergine della Pinacoteca di Brera, datato 1504, è forse riconducibile ai primissimi anni del Cinquecento quando il legame di Raffaello con il maestro Perugino è ancora evidente. La preziosa e piccola tavola (altezza cm 45,5, larghezza cm36,4 e profondità cm 1,4), giunta alla collezione bergamasca con legato del conte Guglielmo Lochis nel 1866, fu dotata della cornice dorata con la quale ancora oggi è esposta.
 
Il restauro del dipinto è stato offerto dalla Soprintendenza per i Beni Storici e Artistici di Milano ed eseguito all’interno del Laboratorio di Restauro della Pinacoteca di Brera, che nel 2008 aveva terminato anche il restauro dello Sposalizio della Vergine. Paola Borghese ha effettuato l’intervento sul San Sebastiano tra giugno 2013 e febbraio 2014, mentre Patrizia Fumagalli ha restaurato la cornice tra giugno a ottobre 2013; hanno diretto i lavori Mariolina Olivari e Amalia Pacia della Soprintendenza, insieme a Giovanni Valagussa per l’Accademia Carrara.
 
Il restauro era diventato improrogabile: infatti alcuni sollevamenti interessavano la pellicola pittorica, mentre le vernici e le integrazioni di precedenti interventi erano fortemente alterate. Sul cielo si notavano piccole porzioni di policroma originale scoperta, dato che le spesse vernici contraendosi cominciavano a staccarsi; un vecchio foro di tarlo insisteva sullo sfondo, ritocchi alterati modificavano e scurivano soprattutto la veste rossa e il cielo. A seguito di un’accurata campagna di indagini, coordinata da Fabio Frezzato per la C.S.G. Palladio di Vicenza, l’opera è stata sottoposta a operazioni di fissatura del colore e a un lento e calibrato intervento di pulitura che consente oggi di apprezzare nel dettaglio la raffinatissima tecnica di esecuzione. Il dipinto è caratterizzato da una policromia preziosa, che vede utilizzati il lapislazzuli per gli azzurri e l’oro a conchiglia o miscele di oro e argento ad impreziosire le vesti, la piuma della freccia e le montagne nel paesaggio di sfondo.
Al termine dell’intervento sono state eseguite riprese ad alta definizione da parte di Hal9000 s.r.l.
 
Il restauro sarà illustrato l’8 maggio 2014, alle ore 11.30, presso la Sala della Passione della Pinacoteca di Brera; interverranno Amalia Pacia, Mariolina Olivari, Paola Borghese, Patrizia Fumagalli, Fabio Frezzato e Giovanni Valagussa.

Dal 14 maggio al 27 luglio 2014 l’opera sarà esposta presso la GAMeC di Bergamo alla mostra Riscoprire la Carrara. Mantegna, Bellini, Raffaello, Moroni. Restauri e capolavori in dialogo, insieme ad altri dipinti delle collezioni dell’Accademia Carrara, restaurati a partire dal 2008 durante la chiusura del museo.

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