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 ttivare-una-rete-di-sostegno-alle-persone-con-fragilita
SUMMARY:Dal caregiver al caregiving per attivare una rete di sostegno alle 
 persone con fragilità
DESCRIPTION:In Italia sono circa otto milioni coloro che prestano cura e as
 sistenza a una persona in condizioni di fragilità. Ai caregiver e a chi o
 ffre loro supporto è stato dedicato il progetto di ricerca biennale (Prog
 etto di Ricerca di rilevante Interesse Nazionale - PRIN 22) coordinato dal
 l’Università Cattolica del Sacro Cuore\, in partnership con le universi
 tà agli Studi di Verona e Campobasso: Il capitale sociale nelle pratiche 
 di cura in Italia: caregiving e supporto sociale in tempi di pandemia.\nIl
  progetto sarà presentato venerdì 23 gennaio a Milano durante l’evento
  “Capitale sociale e pratiche di cura: soggetti e strategie di intervent
 o” (aula Pio XI\, largo Gemelli 1\, ore 9 – 17). Apriranno il convegno
  i saluti della rettrice dell’Ateneo Elena Beccalli e del preside della 
 Facoltà di Scienze della formazione Domenico Simeone\, seguirà l’inter
 vento del ministro per le disabilità On. Alessandra Locatelli.\nIn Italia
  la legge Bilancio 2026 prevede misure relative al caregiver familiare\, e
  il nuovo disegno di legge in materia di riconoscimento e tutela del careg
 iver familiare approvato in questi giorni dal Governo mira a regolamentare
  questa figura fino a oggi priva di un inquadramento unitario a livello na
 zionale in tema di diritti\, procedure e misure di sostegno economico.\nLa
  ricerca dei sociologi dell’Ateneo affianca le decisioni dei policy make
 rs e mette l’accento in particolare sul network più ampio\, presente gi
 à prima della condizione di bisogno\, con cui la persona fragile è entra
 ta in relazione. L’idea proposta è quella di passare dal caregiver al c
 aregiving\, come titola la pubblicazione a cura di Bramanti\, Ferrucci\, T
 ronca Dal caregiver al caregiving. Relazioni di cura\, capitale sociale e 
 politiche di welfare\, Educatt\, Open access.\nLa situazione nazionale è 
 complessa. L’Istat stima che 2\,3 milioni di caregiver assistono persone
  non autosufficienti per oltre dieci ore alla settimana. A fronte di un fe
 nomeno in costante aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione
 \, la ricerca ha promosso sia indagini qualitative mediante intervista al 
 caregiver e alla persona che lo supporta\, sia quantitative a livello nazi
 onale su un campione della popolazione maggiorenne residente in Italia sec
 ondo le proporzioni per sesso\, età e macroarea geografica.\nLe intervist
 e hanno riguardato principalmente caregiver di anziani fragili e di person
 e con disabilità e le loro reti di relazione e supporto\, young caregiver
  e badanti.\nÈ stato\, così\, possibile identificare tre tipologie di ca
 regiving dove il caregiver è solo e isolato\, o condivide la cura con alt
 ri\, o è affiancato da un alter ego in grado di sostituirlo\, o è un car
 egiving diffuso all’interno di una rete. Queste interviste hanno identif
 icato anche il rapporto con i servizi della sanità pubblica e del privato
  distinguendo tra i fedeli del servizio pubblico\, gli sfiduciati e i “r
 ealisti ricompositivi” che si rivolgono sia al pubblico sia al privato.\
 nNella survey quantitativa realizzata su un campione di 1504 persone l’8
 6\,8% ha dichiarato di avere fornito aiuto ad almeno una persona negli ult
 imi 12 mesi e di questi quasi il 29% del campione ha indicato di avere for
 nito almeno una volta a settimana nell’ultimo anno aiuto a una o più pe
 rsone vulnerabili. Nel periodo preso in esame il fenomeno del caregiving h
 a riguardato quasi un terzo della popolazione e\, un sottocampione di care
 giver attivi costituito da quasi il 20% del campione complessivo\, ancora 
 oggi aiuta le persone che aveva sostenuto nei mesi precedenti. I caregiver
  attivi\, in media sostengono 1\,5 persone vulnerabili. Poco più di un qu
 arto dei caregiver intervistati è composto da anziani (27\,2%)\, ma è pr
 esente anche una percentuale significativa di giovani sotto i 35 anni (16\
 ,8%) e un’elevata percentuale di adulti (56%).\nIl ruolo di caregiver ge
 neralmente comporta sia compiti di carattere amministrativo\, come pagare 
 le bollette e simili\, sia compiti di cura della persona. Quasi il 50% dei
  caregiver intervistati ha affermato di svolgere entrambe le attività di 
 supporto\; mentre\, il 29\,8% svolge solo attività di cura e assistenza f
 isica\; il 15\,1% solo attività di tipo amministrativo e il 5\,5% solo at
 tività di coordinamento dell’assistenza.\nNella sua attività il/la car
 egiver riceve supporto prevalentemente dal coniuge (23\,3%)\, o un/una fra
 tello/sorella (17\,7%) e nel 40% dei casi queste due figure coprono il ruo
 lo di persona di supporto per il caregiver. Altri soggetti della cerchia p
 arentale sono i figli (11%) o un altro parente (10\,6%). Presi assieme\, i
  dati mostrano che il caregiving è un’attività prevalentemente di cara
 ttere familiare\, poiché l’aiuto al caregiver proviene per quasi i due 
 terzi dai familiari e dai parenti stretti. Circa un terzo dei caregiver (2
 9\,3%) non dispone di una persona di riferimento che la supporti nella sua
  attività di cura.\n\nI caregiver intervistati che beneficiano del suppor
 to di una persona di sostegno si sono dichiarati più che soddisfatti dell
 ’aiuto negli ultimi 12 mesi (l’86\,5% è molto o abbastanza soddisfatt
 o). I servizi medico-sanitari sono quelli maggiormente conosciuti (65\,2%)
 \; tuttavia\, per quasi tutte le altre variabili il giudizio positivo non 
 supera la soglia del 50%.\nAlla luce di questa fotografia passare dal care
 giver al caregiving consente di migliorare la qualità della relazione di 
 cura e il benessere dei soggetti coinvolti (diadi\, reti familiari e di pr
 ossimità\, realtà associative del terzo settore e servizi formali). Ques
 to processo relazionale che si costruisce nel tempo attraverso interazioni
 \, negoziazioni e attribuzioni di senso è dinamico\, generativo e fondato
  su fiducia\, reciprocità e cooperazione.
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