{"id":666,"date":"2022-04-07T09:38:23","date_gmt":"2022-04-07T07:38:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/consultadiocesanacomunitacristianaedisabilita\/?p=666"},"modified":"2022-04-07T09:38:23","modified_gmt":"2022-04-07T07:38:23","slug":"inclusi-di-piu-amici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/consultadiocesanacomunitacristianaedisabilita\/news\/inclusi-di-piu-amici-666.html\/","title":{"rendered":"Inclusi? Di pi\u00f9: amici"},"content":{"rendered":"<p>In occasione del webinar di presentazione della Consulta diocesana dello scorso ottobre, dal titolo <em>\u201cNon pi\u00f9 loro, ma NOI\u201d,<\/em> \u00e8 emersa, da un sondaggio lanciato in diretta a tutti i partecipanti, che la parola migliore da legare al termine disabilit\u00e0 \u00e8 <strong>reciprocit\u00e0<\/strong>. Il significato di questo vocabolo \u00e8 stato poi illustrato da Livio, Marco e Federica, le tre persone con disabilit\u00e0 che fanno parte della consulta: per loro reciprocit\u00e0 vuol dire \u201c<em>Tu dai una cosa a me, io do una cosa a te! Anch\u2019io, persona con disabilit\u00e0, posso darti qualcosa\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Nel prossimo convegno diocesano di maggio (<a href=\"https:\/\/www.chiesadimilano.it\/consultadiocesanacomunitacristianaedisabilita\/files\/2022\/04\/Convegno-21-maggio.pdf\">guarda la locandina<\/a>) la Consulta desidera approfondire questo tema, legando al termine reciprocit\u00e0 un\u2019altra parola, che richiama una dimensione fondamentale per la vita di ogni persona, ovvero l\u2019<strong>amicizia<\/strong>. Il punto di arrivo, in una comunit\u00e0, non \u00e8 organizzare e realizzare delle azioni inclusive finalizzate a s\u00e9 stesse, ma pensare ad un insieme di iniziative e proposte, il cui scopo di fondo \u00e8 far crescere una rete di relazioni che si vestano sempre di pi\u00f9 di quotidianit\u00e0. A noi piace definire questi legami quotidiani amicizie.\u00a0 Occorre superare il pregiudizio, ancora molto presente, per cui si pensa che con una persona con disabilit\u00e0 sia possibile unicamente una relazione di aiuto e bisogna raccogliere invece l\u2019avventura affascinante di un\u2019amicizia che arricchisce moltissimo la vita. Questa affermazione non \u00e8 retorica e sar\u00e0 proprio l\u2019ascolto delle testimonianze di alcuni vissuti, che scandiranno l\u2019incontro, a confermarla.<\/p>\n<p>Il convegno inizier\u00e0 con l\u2019intervento di <strong>Luca Moscatelli<\/strong>, che presenter\u00e0 alcune provocazioni provenienti direttamente dalla Parola di Dio. Dopo un lungo momento dedicato all\u2019ascolto delle testimonianze, i relatori <strong>Moira Sannipoli<\/strong> e <strong>Luca Frigerio<\/strong> raccoglieranno le tante suggestioni ed emozioni suscitate dai racconti e offriranno dei rimandi, che aiuteranno i partecipanti a gustare la bellezza di quanto udito, per coglierne il senso profondo, rimanerne contagiati e per questo desiderosi di mettersi in gioco.<\/p>\n<p>Anche quest\u2019anno la Consulta vuole presentare e condividere un sogno, tenendo tuttavia gli occhi ben aperti sulla realt\u00e0. Siamo consapevoli che il cammino che ci attende \u00e8 lungo e irto di ostacoli, ma siamo anche convinti di essere sulla strada giusta, sulla quale occorre continuare a camminare, per cambiare una mentalit\u00e0 comune, che ancora si nutre di pregiudizi e stereotipi. Sono proprio le persone con disabilit\u00e0 con le loro famiglie a mostrarci il percorso.<\/p>\n<p>Alessandro Trevisan, un ragazzo con disabilit\u00e0, portatore di una ricchezza interiore enorme, che attraverso la sua scrittura emerge e affascina, parlando dell\u2019amicizia, scrive: <em>\u201cPer me vivere l\u2019amicizia non \u00e8 stato mai semplice e soprattutto non lo \u00e8 mai stato per gli altri. Per farvi capire il mio concetto di amicizia vi direi cos\u00ec. Avete presente quando siete seduti su un balcone e vedete un sacco di gente passare? Qualcuna vi saluta, qualcuna vi guarda in un certo modo, qualcuno vi spia o fa finta di non vedervi. Ecco, poi a un certo punto c&#8217;\u00e8 qualcuno che si ferma. E poi ripassa e si ferma ancora e sale sul tuo balcone e inizia a raccontare di s\u00e9. E da li parte un viaggio, di scambi, racconti di quotidiana realt\u00e0, di pensieri e tu ti senti una persona che a sua volta ha qualcosa da dire, da esprimere; sai che anche tu puoi dare qualcosa e questo qualcosa sono le parole, sono io cos\u00ec come sono. Ognuno ha il suo modo di intendere l&#8217;amicizia, io ho capito cosa \u00e8 per me e per la mia disabilit\u00e0. Avere un amico va oltre avere dei familiari o degli operatori con cui si \u00e8 instaurato un legame. Avere un amico \u00e8 un qualcosa in pi\u00f9 che non \u00e8 simbiotico, o esclusivo, ma \u00e8 speciale nel momento in cui vengono fatte delle confidenze e ci si racconta. \u00c8 uno scambio reciproco. Ora voi penserete che sia scontato quello che vi sto dicendo, ma non lo \u00e8 per me. Non lo \u00e8 perch\u00e9 non \u00e8 facile sedersi e andare oltre ai miei movimenti, ai miei gesti stereotipati e pensare che io capisca tutto. Beh credetemi, davvero non \u00e8 scontato e lo vedo da come le persone si approcciano a me. Quindi per me avere qualcuno che va oltre la mia disabilit\u00e0, \u00e8 avere la certezza che sono un amico anche io per qualcuno, per ci\u00f2 che penso, dico, sono\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Pensiamo che queste parole, con le quali ci congediamo, siano una chiara indicazione per il nostro percorso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In occasione del webinar di presentazione della Consulta diocesana dello scorso ottobre, dal titolo \u201cNon pi\u00f9 loro, ma NOI\u201d, \u00e8 emersa, da un sondaggio lanciato in diretta a tutti i partecipanti, che la parola migliore da legare al termine disabilit\u00e0 \u00e8 reciprocit\u00e0. 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